Pensieri legati al nastro di un aquilone
e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani.
Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.
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Avete volato *loading* volte su questo blog. Grazie.

Vi ricordo di seguire sempre questo post. Troverete tutte le notizie sul mio libro: recensioni, interviste, letture. Seguite gli sviluppi e fatemi sapere se avete letto il libro.
Ricordo a tutti di seguire la presentazione online di Orfana di mia figlia. I commenti sono molto graditi ;)
Rinnovo adozioni a distanza
Bambini Nel Tempo
2007/2008
(per il 5° anno consecutivo!)
Anche quest'anno 10 euro per ogni quota.
Anche quest'anno con il gruppo Insieme.
Si raccolgono le prenotazioni di sottoscrizione, qui.
Grazie a tutti!
:-)
(copiato pari pari da userblog
)
Ma non gentiluomo 
Trattasi non di uomo, infatti, bensì di blog.
Blog ufficiale, o quasi, almeno fino a nuovo ordine - sapete come sono con i blog. Sembrano non bastarmi mai, ma ora credo che questo nuovo blog aperto su Wordpress (embè, mi mancava un blog su quella piattaforma, no?) diventerà quello di riferimento per il mio nome, quello vero.
Lo userò per postare, oltre le cose nuove che scriverò, anche certe mie cose vecchie, che qualcuno di voi ha già letto qui, scelte tra quelle che mi piacciono di più, o che hanno avuto un significato per me, tipo la nascita di un nuovo mio stile di scrittura o altro.
Ho detto tutto. Chi mi vuole seguire, può farlo qua 
PS. dimenticavo: questo sì, è ufficiale
Ho deciso che userò questo blog d'ora in poi (non cercate il nome Dolittle lì, ma ormai sapete tutti il mio nome, no?) 
Non che io scriva tanto in questo periodo. Anzi, non è vero. Io scrivo tanto in questo periodo, ma non le cose che scrivevo prima...
Prima... dopo... che significa?
Si scrive e basta.
Questo aquilone blu non può più volare, comunque. Le cose cambiano e si trasformano sempre.
Carlo non scrive più qui e senza lui non è la stessa cosa.
E' stato molto importante questo blog. Per tutti e due.
Abbiamo scritto insieme, ci siamo divertiti. Penso sempre con piacere a quelle nostre 'storie della domenica': "La cucina gialla" ad esempio, e le altre...
E' stato bello.
E quando di una cosa si può dire questo, è sempre una cosa per cui è valsa la pena.
"... eddai! Che ti costa? In fin dei conti sarebbe una specie di anno sabbatico quello che ti sei presa! Su... non dirmi che non stavi bene qui... E allora? Cosa aspetti?? Scrivi o no?"
"Non so. Mi sembra di non averne voglia... o meglio, di non sapere più cosa scrivere... "
Dall'altra parte del filo, ora c'era silenzio totale. Non si sintiva picca ninti, pensò la dottoressa che era chiaramente sotto l'influsso dell'ultimo libro di Camilleri. Con la mano libera si sistemò i capelli (tanto per cambiare era davanti ad uno specchio) e si guardava pensando a come poteva ricominciare dopo tanto tempo...
Il bollitore dell'acqua lanciò un fischio acuto come un lamento e lei chiese scusa e andò a spegnere il fuoco.
Nel tornare al telefono prese un biscotto al cioccolato e lo morse pensando a quanto è stupida la vita: una buona giornata a volte sta tutta dentro al ripieno di un biscotto.
Prese il telefono e lo scoprì muto: Aquilone blu non era cambiata affatto. La pazienza non era mai stata la sua dote più evidente.
La dottoressa posò il telefono e pensò che un altro biscotto avrebbe reso la giornata molto migliore.
La dottoressa fissava il telefono come se non le appartenesse.
Rilesse il messaggio per la seconda volta:
"Arrivo venerdì ore... e riparto ore... se per te va bene. Ho già comprato i biglietti."
"E chi oserebbe dire che non va bene, visto che hai già preso i biglietti??"
"Hai ragione (arrossendo, presumo). Cosa mi prepari di buono? E, preparati: io sono un DANNO"
La dottoressa guardò preoccupata il suo vaso di vetro verde, niente di prezioso ma era un regalo a cui teneva molto.
Si domandò se doveva nasconderlo.
Poi, altrettanto preoccupata guardò dentro al suo frigo, alquanto sfornito, e si sedette di nuovo sul divano, portandosi blocco e matita.
Guardò di nuovo il vaso. Dentro al vetro verde riposavano peonie così grosse da sembrare sul punto di cadere trascinandosi vaso e tavolino.
Peonie di un rosa delicato e dal profumo intenso.
Peonie rosa
in un vaso verde
vetro trasparente
in cui i petali riflettono
profumo d'oriente
e sentore esotico.
Appuntò le parole sul blocco a quadretti che teneva sempre con sè, in caso di bisogno. Tutte le volte che non poteva scrivere creava sempre capolavori nella mente che dopo non riusciva più a recuperare. Destino infame!
Di seguito proseguì con:
pasta
pane
uova
formaggio...
Doveva pur organizzare la spesa per l'indomani, no? Spesso le cose pratiche sono più urgenti del richiamo dell'arte. Forse questo era il suo guaio, concluse la dottoressa, appoggiandosi allo schienale imbottito e sospirando soddisfatta, anche se irrequieta :)
E ieri ho scritto qui, nella casa della zia
Forse ricomincerò a scrivere, almeno là, nel giardino di fiori... vediamo.
Chi vuole mi può leggere anche lì.
Alla fine, non è che mi leggerete troppo? 
Per chi mi volesse leggere ancora, oggi mi può trovare qui.
La fine dell'anno.
Un simbolo.
Non vedo mai la fine, ma un nuovo inizio.
Anche stavolta, vedrò un inizio, anche se con questo post chiuderò un periodo, un periodo molto bello, intenso, costruttivo ed emozionante, un periodo di grandi comunicazioni e grandi conoscenze, un periodo che rimarrà sempre con me, perché avrò tutto quello che mi è stato dato, o che mi sono presa, in questi due anni e mezzo di blog.
Cito a caso, nessuno si adombri del mio disordine:
Un volo in mongolfiera sognando i confetti
Una gita nella serenissima in abito di velluto e colori del Folletto ;)
In visita da una cara amica in toscana, dove i tramonti sono al contrario
La prima volta a Sermide (come sapete la prima volta non si dimentica mai)
Il saggio di C. e di Annie (come i fili si intrecciano e i cerchi si formano. ... e, un momento, lì c'era anche il piccolo principe!!! ... no, non credo proprio, devo aver confuso le date... ma sarà l'età
... o la troppa permanenza sul web...
)
Prima di andare incontro ad Annie e alla neve
Simona. L'attesa in stazione e, grazie al cielo, i miei capelli stavano da dio... i suoi un po' meno... ;))
(Nei prossimi giorni, aggiornerò questi link, perché ce ne sono ancora tanti, ma trovarli nel mare di oltre due anni e mezzo, non è facile...)
Ed ora, cercando questi post, mi sono immersa nel mare dei ricordi... ma guardiamo avanti: questi ultimi mesi sono stati per me molto pieni e i prossimi lo saranno ancora di più, perciò non sarò presente qui, ma non chiuderò del tutto la porta, la lascerò socchiusa, e comunque questo blog non sarà mai chiuso, e Carlo forse ci delizierà con qualche suo scritto :)
Ecco, è ora degli auguri, di chiudere anno e blog... di salutare gli amici, senza piangere, però.
Vi saluto tutti da qui, senza passare dai vostri blog, ma tutti voi sapete a chi è rivolto il saluto, a tutti quelli che mi hanno letta, a chi mi ha commentata, a chi mi ha sorriso, a chi mi ha allungato una mano, a chi mi ha abbracciata, a chi mi ha asciugato una lacrima, a chi ha riso con me, a chi ha scambiato uno sguardo, a chi mi ha dato un bacio, a chi ha preso un bacio, a chi mi ha nutrita, a chi ha mangiato da me, o con me, a chi... a chi...
Alzo il bicchiere, e vado.

Bello, gonfio di ripieno buonissimo, tondo e ben pasciuto, il cecio ripieno se ne sta in poltrona, riverito e omaggiato da tutti. E' in pace con il mondo intero, non ha niente che non vada e ha un sorriso a mezzaluna stampato sul viso di pasta morbida.
Si sente a casa, ecco, in famiglia, è libero, non usa il bon ton, non sa che farsene del bon ton, preferisce le parole sincere e le risate fino a notte fonda, condite da abbracci e coccole di zucchero a velo, che sul cecio ripieno, come si dice è: 'a morte sua...
Così mi immagino di essere io quel cecio, mentre me ne sto in una casa che sembra la mia da sempre, tra persone conosciute da anni, forse da quando ero bambina, mentre passeggio lungo il corso e guardo ammirata l'enorme albero di Natale, che mi riporta all'infanzia, come gli odori dei dolci e della pizza nel forno.
Ho camminato in un film, nel film di Natale per eccellenza, quello che rappresenta davvero, senza falsi buonismi, l'anima del Natale per molte persone, ma alla fine la vera anima del Natale è quella che ho vissuto io, in questo week end, anticipo delle Feste natalizie, questo dove mi sono sentita il cecio ripieno della situazione.
E, come disse il notaio: Ratafiat!

PS. sorvegliate sempre questo post, per seguire gli aggiornamenti della pagina natalizia 