La scrittrice pazza
La scrittrice pazza era annoiata: da mesi non riusciva a scrivere niente, se si esclude una favoletta per bambini, per giunta scritta su suggerimento altrui.
Perciò era di nuovo di pessimo umore e non sapeva che fare. Aveva anche il pc fuori uso e si era fatta prestare un pc dalla dottoressa, quella che di solito le curava il malumore, o il ginocchio dolente per una caduta: altro non sapeva fare.
Comunque, dicevo, si era fatta prestare il pc e ora spingeva annoiata i tasti dei programmi e le icone sparse sul desktop. Cliccò su una di queste, che stava da sola, sulla parte destra dello schermo e il pc si connesse subito ad internet e lei si trovò in una stanza giochi e iniziò a giocare, ma senza convinzione.
Stupidi giochetti per adolescenti... sola, sempre sola, uffa! forse dovrei prendermi uno di quei programmini per chattare, o come si dice, in attesa che mi ritorni la vena creativa... però non è male questo giochino, vediamo se riesco a salire di livello...
e così passarono i minuti, e la scrittrice pazza vedeva solo quei piccoli mattoni colorati e il punteggio che saliva.
Ad un tratto si aprì una finestra nello schermo: un tale rambo chiedeva:
"ciao patatina, è vero che sei così dolce?"
La scrittrice pazza rimase a fissare le parole con un'espressione a metà tra inferocita e dubbiosa: ovviamente quel tale non si poteva rivolgere a lei, e comunque, non in quel modo! ... patatina? patatina??? ma come si permette 'sto tizio? e poi chi cavolo è???
rambo "patatina? c 6??"
Di nuovo la finestra lampeggiò.
Sempre più perplessa, la scrittrice pazza guardò in basso nella finestra del gioco e scoprì il mistero: era entrata nel gioco con il nome di patatina dolce, evidentemente il nome con cui la dottoressa si era registrata.
... oh! accidenti! ma si può fare una cosa simile? cosa le è saltato in mente di usare un nome così? ci credo che poi arrivano tutti a fare domande sceme!!... farò finta di niente. si stancherà, prima o poi...
Intanto rambo, in sintonia con il suo nome, non mollava:
rambo "lo so ke c 6, patatina, dai, rispondimi..."
Presa dalla disperazione e sperando poi di essere lasciata in pace, la sventurata rispose, potrei dire citando il famoso Alessandro.
patatina dolce " sto giocando. non ho voglia di parlare"
rambo "dai, patatina! nn fare così, dai. di ke hai paura?"
patatina dolce "paura? non ho paura, ma non mi va di parlare. voglio giocare e non cerco compagnia"
"tutti cercano compagnia. dai, senti, quanti anni hai? io 34 e sono di napoli. da dove dgt?"
"dgt?"
"digiti... ma nn hai mai chattato?"
"no. e questo non è neanche il mio pc"
"vedi? un segno del destino. dai, dimmi come sei. hai la webcam?"
"no. e poi, senti, non mi va di continuare.ti saluto"
"no, aspetta. ti mando una mia foto?"
"no. non mi interessa"
"dai, dimmi quanti anni hai e di dove sei"
"non ci penso nemmeno. ti ho già detto che non mi va. voglio giocare e basta"
E con queste parole, lei chiuse la finestra e cercò l'opzione per non accettare altri messaggi.
... una ragazza non può neanche giocare in pace, che subito arrivano a rompere! e poi lo so, come sono questi qua che chattano. O adolescenti con i brufoli, o sono delle mezze cozze... se sperava di trovare una che ci stava, se lo scorda!...
In quel momento un campanello suonò sulla barra delle applicazioni: il segnale che era arrivato un messaggio di posta. Dimentica del fatto che non era il suo pc, la scrittrice pazza cliccò e andò a leggere il messaggio: foto di rambo.
Aprì il messaggio e la foto si materializzò sotto i suoi occhi increduli: un bellissimo ragazzo, moro, occhi verdi, e in forma splendida a giudicare da come la maglietta nera si tendeva sui muscoli delle spalle.
... però! hai capito, rambo? sembra carino... e anche allegro e simpatico... l'allegria è importante in una persona... ti fa stare bene... e io sono qui che mi annoio... e chissà... magari con 'sto rambo potrei passare un pomeriggio divertente... di dove ha detto che è??? ah, sì, napoli!! ho sempre adorato quella città e ho proprio bisogno di una vacanza...
La scrittrice pazza riaprì la finestra del gioco e tolse l'opzione per ricevere i messaggi e subito si aprì la solita finestrella:
rambo " hai ricevuto la foto?"
patatina dolce "sì. senti, ho appena scoperto che devo scendere a napoli per lavoro... forse potremmo vederci"
"ok. ti mando il mio numero di telefono. quando parti?"
"subito. ho già la valigia pronta. giusto due cose: un niente di pizzo nero e un nulla di seta rossa"
"ok, patatina. non vedo l'ora"
Quando la dottoressa rientrò in possesso del suo pc, non c'era più alcuna traccia di rambo e della sua foto, così lei non seppe mai cosa si era persa e perciò non potè dolersene.
Lo so, ora qualcuno penserà che la foto di rambo poteva essere falsa e lui forse era molto diverso. Tutto può essere, però, la notizia certa è che la scrittrice pazza ha mandato un messaggio in cui dice:
"napoli è stupenda, come ho sempre detto. E i napoletani sono davvero così simpatici come immaginavo. Mi diverto molto. Non aspettatemi per Pasqua.E, ricordatevi l'allegria è importante ;)))"
La scrittrice pazza
La scrittrice pazza, reduce da una notte agitata, era di pessimo umore. Come al solito, per lei non cambiava se dormiva o meno: era comunque irritabile e scontrosa.
Si aggirava fra gli scaffali di un negozio di articoli sportivi e guardava degli orribili costumi da bagno, cosiddetti ‘olimpionici’. Il medico le aveva consigliato, meglio, le aveva ordinato, di iscriversi in una piscina e di praticare regolarmente, almeno tre volte alla settimana, il nuoto. Aveva detto che le era indispensabile per contrastare le troppe ore di pc che si sorbiva tutti i giorni, facendo finta di scrivere... Stupido medicastro!… io non faccio finta: io scrivo!!! … comunque, batto le dita su quella stupidissima tastiera. Se non mi pubblicano niente è solo colpa di quell’incompetente del mio agente…
Con uno strattone, tolse un costume dall’appendiabiti. Un castigatissimo costume blu a bande laterali nere, poco sgambato e accollato. Lo squadrò davanti e dietro, per tre volte, ma la conclusione rimase identica: era l’opposto del sexy e dell’eleganza!
Niente a che vedere con i bellissimi due pezzi, molto sgambati e ridotti, che indossava di solito. Pazienza, lo acquisterò e poi andrò a nuotare, se proprio devo… ma che noia! Bracciate regolari, avanti e indietro, avanti e indietro… una noia mortale! Nessuno con cui chiacchierare e sfoderare il mio fascino… saranno solo casalinghe e pensionati con la pancetta… nessun bel ragazzo simpatico, con il fisico scolpito dal nuoto… si girò per cercare un commesso… neanche uno! Solo commesse, in quel negozio di incapaci. Come si fa a mettere solo delle ragazzine, in un negozio simile? In questo modo si allontana la clientela…
Con il morale sempre più basso, e il costume chiuso in un sacchetto, la scrittrice pazza si diresse in piscina e si cambiò nello spogliatoio delle signore. Cercava di allungare il tempo, per tardare il momento dell’ingresso in acqua e si sistemava i capelli davanti al grande specchio. Improvvisamente, qualcosa la distrasse e, riflesso nello specchio vide un uomo, che si asciugava dentro un grande telo di spugna azzurro.
Indignata per l’intrusione nella sua privacy, la scrittrice pazza, stava per redarguirlo, quando il telo di spugna scivolò e lei vide una schiena muscolosa e dei muscoli guizzanti. Trattenendo il fiato, per non farsi scoprire, si girò ad ammirare meglio lo spettacolo. Lui, ignaro della sua presenza, continuò ad asciugarsi con cura meticolosa. Infine il telo cadde e lui si girò, per infilarsi la biancheria. 
Fu esattamente a questo punto che la scrittrice pazza capì la competenza del proprio medico e l’ammirò per il consiglio che le aveva dato. Rimpiangendo di non indossare un costume più consono all’occasione, socchiuse le labbra e atteggiò il viso a una sorridente nonchalance, mentre lui rimaneva pietrificato dalla sorpresa. 
Compiaciuta e allusiva, come il serpente che offrì la mela ad Eva,
lei gli si avvicinò e, per non metterlo in imbarazzo, si sfilò quell’orribile affare che qualcuno osava chiamare costume. Ha ragione quell’antipatico del medico! Non si può passare tante ore al giorno seduti davanti a d un pc: ne va della propria salute. Movimento: ecco la parola magica! Bisogna fare del moto! Molto moto! Perché non gli ho dato retta prima… lo dico sempre io! Ascoltate il medico: non ha mica studiato anatomia per niente, no??… e poi, adesso che ci penso… forse tre volte la settimana sono poche… per avere dei buoni risultati, bisogna muoversi tutti i giorni.. sì, ho deciso! Verrò tutti i giorni…
Questi furono gli ultimi pensieri della scrittrice pazza, prima di abbandonarsi su quel telo provvidenziale che era caduto sul pavimento, blu come gli occhi del bellissimo e muscoloso ragazzo. 
La scrittrice pazza
La scrittrice pazza quel giorno era molto ansiosa e irrequieta: aveva voglia di divertirsi e pensò di andare al cinema. Dopo aver telefonato a tutti gli amici non trovò nessuno con cui uscire e decise di andare da sola. Naturalmente, di pessimo umore. Però… le venne un pensiero improvviso: Queste multisala sono un vero ricettacolo di uomini soli: probabilmente troverò un po’ di compagnia…
Decise, perciò, di indossare una gonna nuova che si era comprata da tempo, ma non aveva ancora messo. Era una gonna molto bella, lunga e apparentemente, troppo casta per i suoi gusti, ma… sorpresa! Aveva una lunga cerniera laterale che la trasformava in una licenziosa gonna con spacco quasi inguinale. Si rimirò nello specchio e fece molte prove con la cerniera in varie posizioni.
Le stava benissimo! Le dava un’aria molto sexy. Proprio ciò di cui aveva bisogno per migliorare quell’orribile umore che madre natura le aveva fornito. Con la cerniera completamente aperta, lo spacco era veramente molto profondo. D’altronde, devo pur mettere in evidenza quello che ho di bello! Devo già indossare quelle orribili maglie così accollate, perché il freddo mi assedia la gola, delicatissima… qualcosa dovrò far vedere, no?
Soddisfatta della propria immagine, uscì decisa a divertirsi.
Il film sembrava interessante e per un po’ si perse completamente nella trama, sgranocchiando pop-corn. Fissava le immagini sullo schermo, completamente assorta, quando le parve di sentire un leggero sfioramento della coscia, un leggero frugare nello spacco della gonna… no, non era affatto uno sfioramento… era proprio qualcuno che ci provava! … lo sapevo, che avrei trovato compagnia! Cavolo! Erano anni che non mi capitava più… la manomorta al cinema… una reminiscenza dei tempi passati, come un sapore di frutti antichi, quelli che adesso nessuno coltiva più… beh, lasciamo perdere. Vediamo un po’ chi è che si avventura dentro alla mia gonna…
Con un sorriso speranzoso, la scrittrice pazza si piegò leggermente di lato per guardare il baldo giovane che ci stava provando. La sua delusione fu immediata: l’uomo con la mano lunga era di aspetto molto scialbo e di età ragguardevole e non le suscitò il benché minimo ansito di piacere.
Un fremito di rabbia la colse immediatamente: come si permette costui di allungare le mani con una signora? Adesso lo sistemo io!
Si chinò verso l’uomo e, a bassa voce, gli disse:
"Per te, solo 200 euro, cocco!"
Lui ritrasse la mano, come se si fosse bruciato su una fiamma ardente e mormorò: "Scusi…"
"Sistemato! Cosa si credeva questo! Solo perché una ragazza carina va al cinema da sola, e ha una gonna con lo spacco, pensano di poterci provare… gli uomini!"
Si sistemò di nuovo, cercando di concentrarsi sulla trama del film. Ma ormai la concentrazione era andata: quella mano le aveva turbato i sensi e anche lo stomaco. Cercò di guardare si nuovo l’uomo, senza farsi notare: beh, non è poi così male… e non è neanche tanto ‘passatello’ come mi era sembrato subito… quasi quasi… adesso, però, non ci proverà più. Dopo quello che gli ho detto… accidenti… sono sempre troppo precipitosa… come fare, adesso?…
Ormai aveva sparato quella frase assurda e non poteva dire: "Ho scherzato" e cavarsela con un sorriso. Poteva, però, provare a rimediare. Si chinò languidamente verso l’uomo e, con un sorriso, gli disse: "Va bene, facciamo 150."
Lui rispose di getto, come non attendesse altro: "Okay."
Qualche ora dopo, mentre si rivestiva, la scrittrice pazza sorrideva, come non avesse mai avuto quell’orribile carattere e prese dal tavolo i 150 euro. Li avrebbe dati in beneficenza. Oltretutto si era veramente divertita: il suo improvvisato accompagnatore aveva rivelato doti insospettabili. E’ proprio vero quel vecchio detto… come faceva… ah, sì: "l’abito non fa il monaco"… vero! Se penso che, per una prima superficiale occhiata, stavo per perdermi una conoscenza così interessante… non bisogna mai fermarsi alla prima impressione… bisogna saper vedere ‘l’anima’ delle persone… 
La scrittrice pazza
La scrittrice pazza era, cosa strana per lei, quasi di buon umore. L'esercizio fisico era un vero toccasana per le paturnie che di solito l'angosciavano. Si era iscritta al corso di ginnastica, perchè sentiva di aver bisogno di movimento, dopo tante ore passate davanti al pc, e poi le avevano promesso che l'istruttore sarebbe stato un magnifico 35enne dagli occhi azzurri e dai muscoli scolpiti. 
Cercò di non palesare subito il suo disappunto, quando l'istruttore fece il suo ingresso: era un ultracinquantenne!! dal fisico così secco e croccante da sembrare quel grissino che tagliava il tonno in una vecchia pubblicità. Non solo, ma era anche così esigente e fanatico da farli muovere al ritmo frenetico di una musica assordante. L'unica consolazione, per la scrittrice pazza, era che con il body scollato e i pantajazz aderenti si sentiva benissimo. Sapeva di essere in gran forma ed era conscia della sua avvenenza.
D'altronde, pensò, in autunno, l'unico luogo dove si può mostrare qualcosa è la palestra. Stagione grama, l'autunno, con tutti quei maglioni a collo alto e nessuna possibilità di esibire quello stupendo decolléte che madre natura ( e il wonderbra ) le avevano fornito... Peccato che non ci fosse nessuno in grado di apprezzare una simile bellezza... quasi tutte donne in quel corso. Ma dove erano finiti, tutti gli uomini?
Ah, ecco laggiù un discreto biondino dall'aria abbastanza vispa... e poi sembrava proprio che non disdegnasse di ammirare le sue rotond... ehm... i suoi grandi occhi: la scrittrice pazza si vantava di avere due occhi molto belli, grandi e profondi come... le colline intorno a Firenze... ehm... 
Guardò di nuovo il biondino. Era evidente il suo interesse per la scrittrice pazza: infatti continuando a saltare al ritmo della musica, si stava avvicinando e la scrittrice pazza, con la nonchalance che la caratterizzava, si spostò facendogli posto al suo fianco. Bene, bene! Forse il 'dopopalestra' sarà più interessante e ... movimentato della palestra stessa!...
Qualche ora dopo, intanto che si rivestiva, accompagnata dal suono struggente del magico Bach, la scrittrice pazza rifletteva sulla bellezza della vita e sulle sorprese che ci riserva. Aveva capito qualcosa di molto importante: bisogna essere sempre disponibili per i cambiamenti e per le nuove esperienze. Mentre usciva diede un'occhiata al biondino, steso sul letto... beh, non eccezionale, tutto sommato. Credevo di più... Comunque adesso ho capito cosa c'è sotto all'enorme interesse che hanno tutti per la palestra... adesso che ho capito, non mancherò più neanche a una lezione. L'esercizio fisico è molto importante! 
La scrittrice pazza
Da qualche giorno era molto nervosa e nessuno osava avvicinarla. 
Da quando aveva formattato il disco fisso e perso tutti i suoi scritti,che lei considerava a torto molto preziosi,era diventata ancora più intrattabile. Nessuno entrava nello studio:quando volevano comunicare con lei,le mandavano una e-mail, oppure un fax. Chiunque osasse entrare dalla porta del Sancta Sanctorum veniva accolto con epiteti orrendi, mai sentiti prima. Spesso anche con getto di oggetti vari, di solito molto pesanti. I pasti le venivano lasciati fuori dalla porta e del resto, la scrittrice pazza, in quei giorni non aveva fame, detestava tutto e tutti e non si staccava dalla tastiera, a cui era legata da un intenso rapporto di odio-amore.
Finalmente, dopo tanti giorni di rabbia, purtroppo non repressa, un piccolo raggio di sole sembrò uscire su quell'angolo di inferno e la scrittrice pazza, azzardò qualche passo in giardino e a qualcuno sembrò anche di intravedere il lampo di un sorriso su quel volto sofferto.
Poi, nel pomeriggio, di nuovo l'orrore si abbatté su tutti loro.
Successe tutto in un secondo: quando lei introdusse il floppy su cui aveva salvato tutto il lavoro della mattina, il pc comunicò che non rilevava alcun floppy e che la periferica non era pronta!Dopo decine di tentativi senza risultato alcuno, la scrittrice pazza scrisse una e-mail al suo amico 'Principe del pc'. Confidava che lui avrebbe risolto anche stavolta i suoi problemi. Ma, quando ricevette la risposta:
"...quello che mi racconti non mi pare foriero di buoni presagi..."
Capì che era di nuovo in un grosso guaio e iniziò a sbraitare contro tutto e tutti e prese a scagliare dalla finestra tutti gli oggetti che aveva sulla scrivania. Nessuno più osava passare davanti a quella finestra mostruosa da dove uscivano strani oggetti volanti...
La scrittrice pazza, presa da rabbia inconsulta, scagliava con livore qualsiasi cosa e la defenestrava ringhiando parolacce in ostrogoto.
Gli abitanti della casa si consultarono e decisero che solo una persona poteva calmarla: IL MAGO del pc!
Ma il Mago era in ferie all'isola di Pantelleria (beato lui!) e allora l'unico modo per salvare tutti da questa furia, fu di imbarcare la scrittrice pazza e il suo stupido pc, su un aereo.
... e vissero tutti felici e contenti.
Soprattutto lei che era a Pantelleria insieme al Mago che si rivelò essere un gran fusto con il viso di Raoul Bova e l'intelligenza mostruosa di Einstein! Passarono tutta l'estate a letto...la scrittrice pazza era perdutamente soggiogata da quell'intelligenza mostruosa! Colpa sua se il Mago,oltre a quella bella intelligenza,aveva anche il fisico di Raoul Bova? 