Pensieri legati al nastro di un aquilone
e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani.
Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.
concorsi
diario
favole
frammenti di vita
haiku
i racconti dell aquilone blu
la scrittrice pazza
lettere
libri
mosaici
pensieri
pensieri volanti
poesia
poesie
racconti
riflessioni
semplicemente vita
Avete volato *loading* volte su questo blog. Grazie.
Un cuore di cristallo
puro come le anime senza macchia
trasparente come certi emozioni
luminoso come certi sorrisi.
Un cuore di cristallo
forte come i sentimenti veri
e le persone sincere.
Un cuore di cristallo
intorno al mio collo
sempre con me.
Unica pecca della giornata: la scarsità di capelli viola intorno al tavolo.
Sulla tavola, però, il Refosco dal Peduncolo rosso profumava le nostre parole e contrastava il color viola. Parole che fluivano in libertà, come fossero già scritte, già decise prime, già lette, in un'intimità annunciata dalle lettere precedenti, e di nuovo so cosa sto facendo qui: catturo anime affini e le tengo tra le mani e, come il cuore di cristallo, poi rimangono sempre con me, tra le mie mani e dentro di me.
sottotitolo
Fuori di testa è meglio
Anche oggi diluvia e la fine di questa strana estate è ormai segnata.
Mi sento come fosse la fine di un lungo anno e ho voglia di fare il bilancio, una sorta di consuntivo delle entrate e delle uscite, di questo che è stato un anno veramente unico.
Ho scritto poco, ma ho avuto tanto e sono stata in tanti luoghi, recitando tante parti, che sono sempre parte di me, e ora le sto recuperando tutte per riportarle a casa, in questa mia casa colorata, che è sempre la mia abitazione principale.
E' qui che voglio abitare, ed è qui che ho mostrato la quasi totalità di me.
La pioggia scende e lava via le tensioni e le ultime scorie brucianti dell'estate: giorni trascorsi chiusa in una sala con penne magiche, dopopranzi bollenti con macedonie e caffè shakerati, lunghe sere di fuoco con un mare di granturco sullo sfondo e notti insonni, con ombre di foglie sulla parete, poi lunghe attese nel parcheggio della stazione, ed infine il salto sul mezzo che mi riporta a casa.
Nel conteggio delle entrate e delle uscite, forse non c'è un pareggio, ma non importa. Le emozioni si pagano e io le ho avute. Per quelle che ho dato, non ho nessun pensiero: non mi pento mai di quello che faccio.
Il treno ha viaggiato molto e io scendevo ad ogni fermata e sono stata in un'aula di scuola, con un grembiule bianco e il fiocco in testa, poi ho fatto le cuscinate fino a cadere dal divano e rotolarmi per terra su un tappeto morbido come una nuvola, e infine sono entrata per la prima volta in un confessionale dalle pareti grigie e, dopo aver indossato la tonaca e il velo, ho deposto tutta la mia stupidità ai piedi del Padre Confessore che mi ha assolto in pieno per tutto, o quasi.
E ora sono Sister Luna e alzo il bicchiere con il GM e brindo a noi.
Che la pioggia scenda e lavi via questa strana estate.

a D.
L’acqua era della giusta temperatura, proprio come piaceva a lui.
Max si avvicinò ancora di più al getto della doccia e alzò il viso, lasciando che l’acqua gli scivolasse addosso, accarezzandolo, lavando via la stanchezza e il resto che riempiva il suo cuore.
Come gli accadeva sempre più spesso, soprattutto quando era solo, pensò a Simona e a come lei riempisse i suoi pensieri. Sentiva Barbara muoversi in camera, ma sapeva che lei non lo avrebbe mai raggiunto in bagno, perciò aveva designato questo locale e i momenti che vi trascorreva, a diventare i momenti intimi, i momenti di Simona, come li aveva nominati lui.
Simona… ora riempiva tutta la sua mente, e a lui sembrava di averla lì, sotto la doccia, insieme a lui. Come sempre, il pensiero di lei, gli procurò una fitta allo stomaco e quella dolce tensione al basso ventre, che ormai lo accompagnava in questi pensieri.
Da quando aveva conosciuto la ragazza, che lavorava al piano di sotto nella stessa azienda, e che aveva visto solo una volta ad una riunione dei vari settori commerciali, aveva sentito una forte attrazione e sapeva che anche per lei era la stessa cosa. Comunicavano attraverso la rete interna all’azienda, scambiandosi e-mail lunghissime e sempre più frequenti. Avevano parlato di tante cose, anche di sesso, e di piacere, e Max sentiva che con lei il piacere sarebbe stato un’esperienza sconvolgente, forse quella che sognava da sempre… una sorta di estasi.
Ne avevano anche parlato una volta, e Max aveva sentito che anche Simona desiderava provare un’intimità tanto forte da generare una passione sconvolgente, come quella che spesso lui aveva sognato, quella che portava il piacere ad una soglia quasi dolorosa, e che lui definiva estasi, appunto. Immaginava spesso di essere insieme a Simona e di fare l’amore con lei e, soprattutto quando era in bagno, indulgeva in questi pensieri. Anche in quel momento, l’immagine e il desiderio di lei erano così forti, che gli sembrò che fosse davvero lì con lui e sentì che la tensione ora era insopportabile. La sua mano la cercò e immaginò tutto…
Vide se stesso sfiorarla con carezze leggere, mentre sentiva la sua pelle morbida sotto le dita, e Simona si abbandonava alle sue mani, ricambiando quelle carezze con la naturalezza e la passione di chi non desidera altro. Sentiva le sue labbra farsi ancora più morbide e calde, mentre gli baciavano il collo, come gli aveva scritto tante volte, e poi scendevano sulle spalle e ancora più giù, mentre lei si offriva alle sue mani inarcando la schiena e mostrandogli i capezzoli esigenti. Li sentì duri sotto le sue labbra e sentì che erano quasi al momento in cui non ci si può fermare, il momento del non ritorno… e invece si fermarono, per rallentare… poi ripresero a respirare piano di nuovo, e ricominciarono… così si immaginava l’amore con Simona, un lungo piacere interrotto da un dolce tormento. E così, la sua mano, seguiva i pensieri…
La tensione ora era insopportabile, mentre l’acqua scorreva riempiendo l’aria di vapore e surriscaldando un’atmosfera che non ne aveva affatto bisogno. Max ormai era con Simona e niente poteva distoglierlo da lei, e neanche si accorgeva della sua mano che accarezzava la tensione, ormai incontenibile. Un gemito gli uscì dalla gola e la sua mano si mosse più velocemente mentre Simona si chinava su di lui leccandogli il viso e il collo, spingendolo a sedere in terra, con la schiena sulle piastrelle azzurre come il mare, e sedendosi sopra di lui… mentre lui soffocava l’urlo che spingeva per uscire.
Pochi istanti, e l’acqua sembrò molto fredda, mentre dalla camera giungeva il richiamo di Barbara, che gli chiedeva di sbrigarsi.
Max si rialzò e chiuse il rubinetto.
Lacrime tra depliants della Grecia e lettere mai spedite, gambe incrociate e piedi nudi sul freddo delle piastrelle, biglietti colorati e disegni di cartoni animati, scatole che contengono altre scatole e pezzetti della sua Vita insieme al mio cuore.
Si può mettere in scatola il cuore? E conservarlo così com'è, senza che la vita lo alteri?
Cesare Cremonini canta: " ... c'è ancora la tua patente rosa tutta stropicciata... ma tu te ne sei già andata...", e a me sembra così appropriata in questo momento. Leggo mille biglietti, e ne butto qualcuno, pochissimi in verità, perché mi sembrano irrilevanti al momento, salvo poi ripescarne qualcuno prima di chiudere il sacchetto: in fondo, sono solo due, cosa cambia se li tengo? al limite li butterò in seguito, no?
Saldo dell'operazione: un sacchetto di lacrime, due biglietti buttati, erano molto sciupati e non c'era scritto nulla, nulla di suo cioè, , e un'agenda di cui mi sono privata senza rimpianti perché non c'era scritto proprio niente.
Ma al saldo posso aggiungere che ieri ho cantato mentre guidavo.
E sono sempre io, accendo la radio, infilo i pantaloni rosa, mi chino a sentire il profumo di un fiore e accenno due passi passando davanti allo specchio.
Sempre io, dal primo al centomillesimo post.
E posso ancora cantare.