Pensieri legati al nastro di un aquilone
e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani.
Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.
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Avete volato *loading* volte su questo blog. Grazie.
La dottoressa chiuse l'agenda con un sospiro, da qualche giorno sospirava come se il fiato le uscisse a fatica, e si guardò intorno per controllare che tutto fosse in ordine. Carlo, il suo socio, se ne era già andato e a lei toccava chiudere lo studio.
Pigiò il bottone della segreteria per riascoltare il messaggio che aveva registrato poco prima, e subito la sua voce, con quell'inconfondibile accento che tutti trovavano tanto gradevole, ma di cui lei non era sicura, disse:
"Vado in vacanza per una settimana. Per urgenze rivolgetevi a... no, nessun sostituto per me. Dovrete arrangiarvi. In fin dei conti, dovreste essere in grado di cavarvela per una misera settimana, no? Vado anche per trovare l'ispirazione che in questo periodo sembra persa... Ci sentiamo il 1 agosto. Stavolta volerò sul serio. Pensatemi."

Oggi i voli sono sospesi. Lo sciopero è dei bus, ma lo stesso non si vola. Ho passato troppo tempo nell'aria, ultimamente.
Ogni tanto bisogna scendere a terra e camminare: è indispensabile per vedere le cose dalla giusta prospettiva.
E ora credo di vederle davvero bene e mi meraviglio di essere scesa e di non essermi fatta male... è vero: devo ancora verificare, perchè certe ammaccature si vedono nel tempo, ma posso ancora muovermi, perciò i danni saranno contenuti.
Spero.
(dal diario di bordo dell'aquilone blu)
Il sorriso di un bimbo è sempre solo quello, anche se sostenuto da una cicatrice che solca la testa.
Imparare ad isolarlo dal resto non è facile, sembra all'inizio, ma poi lo è molto di più di quello che si credeva.
E' sempre un sorriso, ed è sempre un bimbo.
Farsi fare un'iniezione con una siringa senza ago, piena di una ipotetica medicina al tic tac, non è male, e il lampo di furbizia negli occhi sotto la cicatrice, ripagano di qualsiasi dolore.
E' il sorriso di un bimbo.
Quando si vola non ci si deve porre limiti: o si vola, o si sta a terra.
Altezza e aria in viso non devono preoccupare.
Una tuta color aquilone e nastri che volano dietro creando anelli fantasiosi nel cielo.
Senza pensare, il volo non richiede pensieri, al limite si formano dopo.
Senza domande, la voglia di volare nasce così, senza sapere perché.
E, quando sei lassù, poi non concepisci più il camminare sulla terra: ti diventa impossibile.
Se ti fermi un secondo, capisci che se cadessi da lassù, ti faresti male davvero; più si sale in alto, più male ci si fa cadendo.
Il rischio è ricambiato dal panorama che si vede da lassù, e dall'aria che ti corre incontro e dal colore puro del cielo, tutte sensazioni che ti fanno rabbrividire dall'emozione.
Ormai senti solo quella: voli sempre al massimo dei giri.
Campi verdi come i desideri d'estate, piccole piscine azzurre come la mia maglia preferita, casette bianche come i sospiri, e puntini rossi di fiori caldi come il cuore, e altri gialli come le risate che uniscono e ti fanno complice.
Tutto questo da sotto non si vede. O meglio, di tutto questo non si supponeva neanche l'esistenza e, forse, si poteva credere lo stesso di volare. Ma, quando si sa, quando si prova, poi è difficile tornare a terra.
Tornarci volontariamente.
Oggi non è il 2 luglio.
Perciò scrivo oggi.
Detesto le ricorrenze obbligate.
Ho anche pensato se fosse giusto scrivere o no, un post, e mentre ci pensavo, qualcuno ha risolto per me il quesito.
Ieri Bob mi ha dedicato questo post, da cui ho copiato la poesia "Per te", che nel pensiero di Bob è la dedica di ogni madre alla propria creatura, e lo ringrazio del pensiero, ma soprattutto dell'Amicizia e dell'affetto che mi ha dimostrato. Anche se dell'affetto non si dovrebbe ringraziare mai.
PER TE
Per quanto splendenti
possano
le stelle
tu più di esse splendi;
per quanto alte
possano
le montagne
tu oltre esse t'innalzi;
per quanto limpida
possa
l'acqua
tu ancor più lo sei;
per quanto radioso
possa
il sole
tu più di lui sorgi:
per me.
Chiudo con le parole che ho usato l'anno scorso: credo di non doverne scrivere altre.
Il 2 luglio è, o dovrei dire è stato?, il giorno più felice della mia Vita.
Lo rimarrà, comunque.
Sempre.