Pensieri legati al nastro di un aquilone
e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani.
Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.
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Avete volato *loading* volte su questo blog. Grazie.
Se ti senti solo,
offuscato,
cerca in cielo una nube
e vai dietro di essa:
se ci sarà
anche solo un filo di luce,
apprezzalo....
apparterrà a vere stelle.
Centosettanta euro in biglietti da dieci, dentro un biglietto di Lupo Alberto, aspettano la loro giusta collocazione. ... forse un profumo dal lieve sentore agrumato, una maglia azzurra come il cielo dei sogni o, meglio, come il mare là in fondo verso il nulla, un paio d'occhiali dietro cui nascondere gli occhi, quando diventano troppo pronti a rivelarsi, forse anche solo una scheda telefonica, ma io non so telefonare, posso provare di scrivere, quello sì, e per quello non mi servono i soldi, un telo colorato su cui stendere i miei pensieri al sole, e lasciarli asciugare finché volano leggeri, una sacca di vento d'estate, a tratti persino un po' sgarbato, ma fresco, fiori bianchi e lilla sul balcone nella notte, ombra di alberi enormi che proteggono dagli intrusi, un caffè seduti al tavolino nella piazza principale del paese, un biglietto del treno per la città dei sogni, un gelato dai mille sapori, un cappello per proteggersi dall'aria e dal sole mentre si viaggia a duecento all'ora... rimanere lì, addormentati, per dare inizio ad un sogno di carta pregiata, in quadricromia, un sogno in cui scrivere una dedica che ha bisogno di poche parole... forse, forse, solo una bella penna con pennino d'oro e una risma di carta pregiata su cui continuare a scrivere sogni...
Canzoni di bambine in abito color aquilone, e lei con il microfono e le movenze di una vera artista, le nuove leve dolci come pasticcini e Dodi Battaglia che li chiama facciotte e dice, ovvio: chi fermerà la musica?
La bella Annie con i ricci e l'aria ancora più dolce, forse grazie alla nuova linea che sfoggia, e tutto come l'anno scorso, anche se niente lo è mai. I miei pensieri si rincorrono sulle note e io sono altrove, sono dove vorrei essere, e mai dove dovrei, ma la differenza chi la decide? Dove finisce la ragione e dove inizia l'emozione? Forse nel medesimo luogo, sulla stessa linea di confine e la vecchia storia de "La lepre e la tartaruga" mi riporta ad un pensiero di calma e di piccoli morsi alle fragole e di sguardi nel glicine che si arrampica sul fienile. Sguardi infiniti e occhi in cui perdersi, o trovarsi, e l'ultima canzone mi riporta sulla terra, o forse sul mare, un mare profondo e fresco in cui immergersi piano piano...
Fuori la notte è blu e la luna è uno spicchio di limone.
Ora la luce è debole e filtra tra la nebbia che copre il terreno. Un nuovo giorno, come un inizio.
Fra poco aprirò quella porta e respirerò di nuovo.
Non riesco
ad aprire bocca,
a comunicare,
e la gente non riesce
a capirmi ....o non vuole...
Di fronte alla fuga
di chi mi parlava,
ora non ho gambe
per inseguire,
nè mani dotte
per creare....
La punta gelida
di un coltello
che penetra lento
nel cuore,
o il soffio perenne
dell'uomo nero
che da bimbo
temevo...
non so cosa sia
ma smorza il respiro,
chiama le nubi,
le raccoglie,
incurante dell'estate
che odora di te.
La telefonata della sirenetta mi ha colto di sorpresa mentre recitavo la parte della brava bambina, quella che mi riesce più difficile fare, forse perché bambina non lo posso essere più, oppure perché brava è troppo, troppo davvero per chiunque.
Difficile dirlo così, con il sole che spinge ad uscire sotto al portico, anche se è freddo, oppure forse proprio perché lo è.
La sirenetta comunque aveva la voce di una mattina di primavera e le parole sono scivolate sul filo con la dimestichezza dell'abitudine appena creata e, rimbalzando da una città all'altra, hanno tessuto un quadro di mille colori e risate nell'ombra della casa.
Telefonata come scorciatoia di una lettera? O come ritrovare chi non conosci ancora?
Il tempo si è sciolto dentro all'orologio e ancora era troppo poco. Abbiamo chiuso e la mattina di primavera era ormai dentro di me...
Fino alla sera, rimase mattina,
finché lei uscì, e di nuovo
il sole entrava sotto al portico
come bussando ad un'anima inquieta.
La domenica poi una voce annunciata, dolce anche se triste, così tanto da poterla toccare, era in fondo ad un'anima bella dai capelli viola come i miei, e forse con i dubbi dai mille colori come quelli che erano dimora dei miei pensieri di tanti anni fa. L'ho riconosciuto da quella prima volta e anche allora stava bevendo, e il tormento scendeva in gola insieme alla birra.
Volevo fargli una carezza, ma non ho osato. Chissà se lui poteva sentirla?
[Contrasto.(Sasso o fiore?)]
Con il sole sulle ali
la farfalla venne,
sul levigato, bianco,
lucente sasso,
e in un'aria
di vetro,
immobile, lo guardò,
come se fosse
un fiore:
la campagna
restava muta
in un verde acceso,
e l'unico lampione
- rotto - brillava
più di mille
diamanti perduti.
Udita la mareggiata,
scesi:
a piedi nudi
verso l'erba
da buttare,
assieme a stormi
-ali nere-
di pensieri.