Cosa vola in questo blog

Pensieri legati al nastro di un aquilone e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani. Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.

Bambini nel tempo

Rinnovo adozioni a distanza
Anno 2008




E' aperto il rinnovo delle quote per le adozioni a distanza dei
Bambini Nel Tempo per il anno consecutivo, per quanto riguarda noi blogger.

- Anche quest'anno ciascuna quota sarà fissata a 10 euro.

- Anche quest'anno ci sarà la sottoscrizione unitamente al gruppo Insieme.

- Fino ad ora sono otto i bambini adottati a distanza.

Per adesso si raccolgono le prenotazioni di sottoscrizione
(clicca la gif).

(Quando ci sarà materialmente da inviare i soldi, saranno avvisati tutti nel blog
Bambini nel tempo e sarà fornito il numero di conto corrente postale)

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martedì, marzo 29, 2005
Ancora bloggers

In un momento di 'inquietudine' aveva aperto un altro blog.
Sì, lo so... un altro???
Ora, però, il punto non è questo. Allora, lei apre un blog e ci scrive pochissimo perché coincide con il suo momento di blocco della scrittura. Comunque trova un commento e va a vedere il blog della persona che aveva scritto il commento. Trova un post che parla di sogni da realizzare, con domanda finale: "Cosa saresti disposta a fare per realizzare il tuo sogno?" e lei risponde: "Tutto quello che la mia anima mi concede."
Seguito con altra visita della blogger che chiede: "... non mi hai detto qual'è il tuo sogno. Mi piacerebbe saperlo..."
E lei: "pubblicare una cosa che ho scritto. Soprattutto perché per me è un simbolo molto importante. Il problema è che è un argomento molto difficile, c
he a nessuno piace affrontare, perciò..." "... e qual'è questo argomento?"
Attimo d'in
certezza. Poi lei scrive: " Se vuoi te lo scriverò in privato. Hai presente quel detto: 'Non fare domande se non sei sicura di voler conoscere la risposta?"
Pass
a poi un giorno a macerarsi nella sicurezza di essere stata maleducata, eccessiva, e di avere dimostrato poca fiducia nell'altrui persona, che, forse, era invece disponibilissima. Allora scrive un pvt dove si scusa ecc ecc.

Risposta con ampie rassicurazioni e frase finale:

ASSOLUTAMENTE NO, ERA UNA SEMPLICE CITAZIONE... A CUI AVREI RISPOSTO TRANQUILLAMENTE CHE ACCETTAVO LA SFIDA... E VALE LO STESSO ANCHE PER OGGI
> Vorrei, però, dirti che le mie parole sono state suggerite dall'ansia che mi prende ogni volta che si accenna alla possibilità di parlare di quell'argomento, che è tanto difficile, non per me che ne posso parlare, ma per chi mi deve ascoltare. (VAI TRANQUILLA... NON HO PROB
LEMI A PARLARE DI QUALSIASI COSA...)

ASPETTO CON ANSIA L'INIZIO DELLA DISCUSSIONE....

Lei, lasciando da parte  ogni remora, scrisse la risposta. Da allora, tutto fu silenzio.

Tutto questo non è inventato. E l'ho scritto qui, perché non riguarda questo blog e le persone che lo frequentano. E', comunque, un modo per evidenziare i possibili rapporti nel web e le possibili delusioni a cui ci esponiamo. Anche se io non ero minimamente coinvolta con questa persona, avendola appena conosciuta, posso dire che mi ha 'bruciato' un poco. Un poco??? direbbe il mio amico Bob 

 

Pensiero volante di: dolittle a 11:08 | link | commenti (14) |
riflessioni

martedì, marzo 22, 2005

Rapporti tra bloggers, rapporti con sé stessi, e relazione con il blogger che siamo, o che crediamo di essere, sono argomenti per me molto affascinanti. Perciò, non potevo lasciarmi sfuggire il post di Flor, di cui copio qualche frammento:
" Mi sono accorta che ormai è indifferente che mi si chiami col mio vero nome o con quello di Flor. Anzi, in alcuni casi preferisco addirittura che mi si chiami con il mio nick. E questa ultima considerazione mi ha portato a fare alcune riflessioni su chi è Flor e cosa ci fa qui... Flor non sono io, o meglio, non sono tutta io."
 
E' molto difficile poter convogliare tutta la nostra persona all'interno di queste pagine, anche se per me poi è risultato impossibile tenerne lontano alcune parti, come pensavo di fare all'inizio. Un aquilone che vola per divertimento e per il piacere di scrivere, non dovrebbe risentire di altre cose trascorse: così pensavo. Ma ho scoperto subito che non è possibile per me scindere le tante mie parti e lasciarle altrove.
Così, qui e con questo nick, c'è tutta la persona che sono e anche di più: questo è il nome che amo di più e che meglio mi rappresenta, anche se ad un certo punto ho creato un altro nick e un altro blog che, chiaramente, mi rappresenta pure quello. Com'è possibile?
Io credo che noi siamo davvero multisfaccettati, come diamanti e rubini,  e possiamo brillare sotto diverse luci. Per questo ho creato un altro blog. Per questo, e per divertirmi, ovvio. Ad un certo punto, l'altro blog e l'altro nick hanno iniziato ad avere il sopravvento sulla dottoressa dolittle, nel gradimento dei lettori del blog (dedotto principalmente dai commenti e dal loro numero, e da qualche conferma), e questo non mi piaceva. Per niente.
Interrogarsi sul perché è sempre molto interessante e io, com'è risaputo, non mi privo di niente.
So perfettamente perchè ero disturbata da questa cosa: l'altra me stessa è solo una parte di me, ed è quella più facile da amare. Io, che sono puntigliosa e ho un caratteraccio, desidererei essere amata in toto.
Perciò, sono arrivata quasi a detestare l'altra mia parte, che pure era me, perché la trovavo troppo serena, divertente, filosofa, anche se sono, comunque, tutte parti mie. In poche parole, non gradivo che fosse amata più di me.
 
Credo che questa cosa spieghi molto bene come noi stessi ci identifichiamo con il nostro nick, e come il blog diventi una parte di noi, fino quasi a diventare noi. Questo non sempre accade. Dipende anche dall'uso che si fa del blog. Non tutti dicono le stesse cose, cioè non tutti raccontano davvero sé stessi, pur arrivando a raccontare nei minimi particolari cosa fanno durante il giorno. Raccontare sé stessi è molto altro.
Dice Flor: " E' certo la parte di me che preferisco, forse anche quella che mi caratterizza di più, e che decido di raccontare ogni volta che apro la mia pagina. Sono io filtrata da me stessa..."
Ecco, io credo di aver filtrato poco, in questo blog. Penso, anzi, di non aver filtrato niente. Alla fine, credo che anche Flor filtri poco, se non qualche nome, come è logico, e qualche emozione che forse non si sente ancora di trasmettere, perché troppo intima e, perciò, da conservare con gelosia.
Scrivendo si può trasmettere tanto, e la quantità è direttamente proporzionale al trasporto con cui si scrive. Per questo, quando ci si conosce, poi sembra di essere tra vecchi amici.
 
PS. credo di avere molto altro da dire, ma penso che il post sia già anche troppo lungo. Per oggi, termino qui. Riservandomi di continuare in seguito...
  
 
 

Pensiero volante di: dolittle a 14:43 | link | commenti (20) |
riflessioni

giovedì, marzo 17, 2005
Parole e sogni

Parole...

Ti ho incontrato
sulla nuvola dorata dei miei sogni.
Indossavi il tuo sorriso:
quello che illumina la notte
e colora di giallo i girasoli.
 
che si trasformano in sogno...

grazie alla magia di Alfiererosso

... e poi ritornano parole, nel fluire delle emozioni suscitate dall'immagine...

Quel che non dispensa la ragione
può regalarcelo un sorriso
non è così lontano il Paradiso
se insieme cavalcheremo l’aquilone.
[Alfiererosso]
 
Dedicato a Ennio, che sa dipingere i sogni.

 

Pensiero volante di: dolittle a 17:21 | link | commenti (13) |
mosaici

martedì, marzo 15, 2005

Una vecchia bottiglia di profumo ancora chiusa, reminescenza di una cosa conclusa da tempo, un profumo allora molto amato. Un soffio leggero e rientro in vecchi abiti smessi. Le persone di allora e quello che pensavo, quello che credevo sarebbe accaduto. Ora mi sembra troppo intenso, questo odore di fiori e spezie, allora indossavo tailleur bon ton e rossetti rossi, ora sono molto diversa. Pensare a come eravamo e cosa credevamo possibile, poi vedere chi siamo e come siamo diversi, così profondamente da mostrarlo anche all'esterno di noi stessi... com'è possibile, una così grande ed evidente evoluzione?
Allora rappresentavo qualcuno: quando si ha un lavoro e si crede di dover essere, la professionalità innanzi tutto, si tende poi ad indossare gli abiti da lavoro anche quando sei in libera uscita.
Ora non rappresento più niente, e indosso quello che voglio: è una grande libertà, provare per credere.
Penso a questi passaggi, questi cambiamenti, e li chiamo vite, poi mi domando quante vite ho già avuto? No, questo lo so. Mi domando: quante vite avrò ancora? quante possibilità? quanti cambiamenti dovrò ancora affrontare? cosa sto lasciando andare? Cosa posso ancora acciuffare e tenere stretto tra le mani?
Mentre scrivo sento il profumo ed è davvero troppo forte. Credo che non lo userò.

Pensiero volante di: dolittle a 11:29 | link | commenti (12) |
pensieri volanti

venerdì, marzo 11, 2005
Occhi e altro

 

La lettera ha un berretto verde e fucsia e le parole si sciolgono sul pane, rotolando come tante biglie colorate e guardo allo specchio i miei occhi e sento come li vedono gli altri, anche se io so come possono diventare, e leggendo, mi sento Louise Brooks, o meglio Valentina: Crepax si è ispirato a lei in fondo. Mi piaceva Valentina. La leggevo tra le pagine di Linus, sotto al banco, mentre il prof spiegava elettronica, in una classe di ragazzi in maglia con il collo alto e il manifesto sotto braccio, sì, proprio "Il manifesto" di Luciana Sgrena, e mi domando di nuovo se gli anni sono passati invano e se la nostra contestazione avrebbe un senso oggi, e all'improvviso ricordo il puzzo dei lacrimogeni e come spingevano sotto le palpebre e in gola, e risento il rumore della preparazione allo scontro, con i ragazzi del P. in nero e con i bastoni, forse sfollagente.
Chissà com'erano i miei occhi, allora. Chissà cosa pensavano di vedere... chissà com'ero io, ieri ho detto che mi sento 15 anni, ma mentivo, forse. O forse no, in quel momento era vero, e i momenti vanno sempre colti, perché poi non li trovi più uguali.
Mordo un confetto e trovo l'interno di cioccolata, e fuori c'è il sole e vedo i rami dell'albero, non più così scuri e definiti, e sento che le rondini sono in viaggio. Lo so, se mi fermo un attimo, mi sembra di vederle e so che nel viaggio qualcuna non ce la farà, e so che loro lo sanno, ma il viaggio lo devono fare ugualmente.
E' così: il viaggio bisogna farlo. Credo che anche Valentina sarebbe d'accordo. E so che è d'accordo anche il berretto verde e fucsia: i suoi colori parlano chiaro.
Chiuderò gli occhi un momento, il sapore dei pensieri ha bisogno del buio e non cerca distrazioni.
Gli occhi... specchio dell'anima, mai come ora so che è vero, ora che ne vedo tanti e li riconosco prima di averli conosciuti e poi guardo i miei allo specchio e mi riconosco, anche se non sempre, ma qualche volta è già molto: c'è chi non si riconosce mai, ma questo non c'entra ora. In fondo credo che gli occhi vedano nella misura in cui si mostrano, si mostrano veramente. Qualcuno dice che è difficile farlo. E se, invece, fosse più facile che non farlo? Se bastasse lasciarsi andare e scivolare verso gli altri?
Scelgo un cd: la copertina dice: "varie" e nell'elenco dei titoli c'è scritto TVB. Forse la qualità non sarà ottima, ma a me sembra il più bello da scegliere in questo momento. La gazza passeggia di nuovo sul balcone, e io rimango immobile per non disturbarla. Mi guardo nel riflesso di un altro monitor e rivedo quello che ho già visto. Gli occhi hanno tutto dentro, come le persone.

Pensiero volante di: dolittle a 20:10 | link | commenti (16) |
riflessioni

martedì, marzo 08, 2005



"L'esito cardiologico
non è pronto,
torni domani ",
ma domani
era oggi
era ieri
e io sono stufo...
La porta si chiude
e un bimbo
viene a un tratto
spinto fuori :
ha l'accappatoio
di Batman
e mi sorride,
mentre lo spazio
si assottiglia
nel puzzo
d'ospedale.
Esco:
vedo mandorli
in fiore,
una casa crollata
dove la farfalla
ci sfiorò,
vedo noi,
sdraiati
sotto un gregge
di nuvole,
e l'erba è fresca,
il cuore calmo
e "Ti amo"
il suo esito.



Pensiero volante di: Actarus29 a 21:24 | link | commenti (7) |

domenica, marzo 06, 2005

La prima cosa era un post, seguito da una lettera, poi ho deciso di invertire l'ordine e ho scritto la lettera, nel proseguimento di ieri, seguita da un saluto alla mia vicina di tavola, sorpresa sorprendente se si può dire senza che lei mi segni le parole con la matita rossa, e mi tolga l'attenzione anche dell'unico uomo che mi guarda. Quando sei con lei ti devi rassegnare: la scena è solo sua, non può essere altrimenti.
Poi, nella molle rilassatezza della mattina domenicale, un affaccendarsi di pensieri, piuttosto un obbligo morale a cui, nella mia incauta felicità del momento, non mi sento di sottrarmi, mi porta a scrivere per prima una lettera di dovere, anche alquanto dolorosa e, nel timore dell'incapacità di darmi il permesso di essere sorridente per la giornata di ieri, mi convinco della giustezza della cosa, annusando la colorata atmosfera di Sermide, chi era costui?, e capisco di nuovo cosa devo annotare nel blocco della mia anima tormentata. Rileggo le note sottolineate in giallo e rivedo i sorrisi, sento le parole non dette, e ritrovo il calore degli abbracci prima sconosciuti e so cosa stavo cercando. Ma, più ancora, so cosa ho trovato e non lo dico per non ripetermi. Chi mi conosce lo sa e, forse, anche chi non mi conosce. Forse è la stessa cosa che stiamo cercando tutti insieme e il motivo per cui ci siamo trovati.
Mentre ritorno a casa, e so che è vero, sento che l'emozione dei primi momenti, poi diventa familiarità e scivola nell'amicizia e nella dolcezza di risentirsi a casa ovunque ci siano persone con cui ti senti in comunione. Così tanto da inserire un frammento della lettera che ho scritto prima, perché credo che dividere le risate sia intimo e dolce, ma ancor di più lo sia dividere il resto.

... Conosco bene le sensazioni che provi. La disperazione dei primi mesi e il senso di 'non farcela' sono cose che mi porto dentro e che non usciranno mai completamente dal mio cuore.
Mi sento, però, di dirti che con il tempo, queste sensazioni diventeranno meno forti e tu crederai di poterle sopportare, arrivando persino a farlo davvero.
Ci saranno giorni in cui sentirai di poter convivere con tutto questo e giorni in cui ti riassalirà l'orrore in tutta la sua forza negativa, ma ce la farai a ritrovare la te stessa che ora hai perso e riuscirai a Vivere di nuovo, anche se non si potrà mai capire il perché accadano simili tragedie. Anch'io mi sono chiesta tante volte il perché di queste inutili tragedie, ma forse c'è un senso e un disegno superiore in tutto questo.Io non lo so, e quello che non so, mi tocca accettarlo. Ho capito che non accettandolo, avrei solamente impedito la mia Vita e quella delle persone che mi amano e mi sono dovuta adattare a questa nuova situazione, anche se a malincuore.

Anche mia figlia aveva 24 anni e aveva appena consegnato la tesi in copisteria, e a me è toccato il compito di portarla davanti alla commissione... quindi posso capire come stai, come ti senti e come tutto ti sembri inutile e vuoto, e niente abbia più uno scopo.  
Domande di fede, non me ne pongo. Non so dire se é giusto, non è giusto. Ho dovuto pensare che tutti i giorni ne accadono a migliaia di cose non giuste e chi sono io, per dire a chi dovrebbe toccare?
Non lo so, anche questa è una domanda senza risposta.
Purtroppo le cose non accadono per merito e dobbiamo farcene una ragione, senza acutizzare dei sensi di colpa inopportuni e non veri.
Dovremmo permetterci di vivere nel modo migliore, proprio per non sprecare quella Vita che i nostri figli non hanno avuto più...
 
Chiuderò questo post chilometrico con la mia uscita dal centro sociale, passando da un bar pieno di avventori la cui età media era forse 70 anni. Mentre passavo sono certa di aver visto un barlume di interesse nei loro sguardi e mi sono detta che le lezioni di charme impartitemi da G. stavano già dando i loro frutti. E' stato un bel momento. Uno dei tanti.
Ma i più preziosi sono quelli che non hanno bisogno di citazioni o di essere raccontati, e di quelli ne ho già collezionati tanti.
 

Pensiero volante di: dolittle a 12:10 | link | commenti (19) |
semplicemente vita

mercoledì, marzo 02, 2005

 

Penso e trovo, di nuovo i pensieri si rincorrono, di nuovo sono viva e vedo il colore dei tuoi sogni.
Di nuovo respiro e apro le braccia nell'aria fredda come liquido ghiaccio, nella notte nera e nella poca luce, di nuovo volo, di nuovo come quella volta, sul molo, tra le biciclette e i ragazzini sporchi di sabbia, di nuovo e ancora e ancora...
Ora aprirò gli occhi e scoprirò che sono sempre stata qui, ma non importa: posso sempre ritrovare tutto, aprire le braccia e volare di nuovo.

Pensiero volante di: dolittle a 11:42 | link | commenti (12) |
pensieri volanti