Pensieri legati al nastro di un aquilone
e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani.
Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.
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Avete volato *loading* volte su questo blog. Grazie.
In un momento di 'inquietudine' aveva aperto un altro blog.
Sì, lo so... un altro???
Ora, però, il punto non è questo. Allora, lei apre un blog e ci scrive pochissimo perché coincide con il suo momento di blocco della scrittura. Comunque trova un commento e va a vedere il blog della persona che aveva scritto il commento. Trova un post che parla di sogni da realizzare, con domanda finale: "Cosa saresti disposta a fare per realizzare il tuo sogno?" e lei risponde: "Tutto quello che la mia anima mi concede."
Seguito con altra visita della blogger che chiede: "... non mi hai detto qual'è il tuo sogno. Mi piacerebbe saperlo..."
E lei: "pubblicare una cosa che ho scritto. Soprattutto perché per me è un simbolo molto importante. Il problema è che è un argomento molto difficile, che a nessuno piace affrontare, perciò..." "... e qual'è questo argomento?"
Attimo d'incertezza. Poi lei scrive: " Se vuoi te lo scriverò in privato. Hai presente quel detto: 'Non fare domande se non sei sicura di voler conoscere la risposta?"
Passa poi un giorno a macerarsi nella sicurezza di essere stata maleducata, eccessiva, e di avere dimostrato poca fiducia nell'altrui persona, che, forse, era invece disponibilissima. Allora scrive un pvt dove si scusa ecc ecc.
Risposta con ampie rassicurazioni e frase finale:
ASSOLUTAMENTE NO, ERA UNA SEMPLICE CITAZIONE... A CUI AVREI RISPOSTO TRANQUILLAMENTE CHE ACCETTAVO LA SFIDA... E VALE LO STESSO ANCHE PER OGGI
> Vorrei, però, dirti che le mie parole sono state suggerite dall'ansia che mi prende ogni volta che si accenna alla possibilità di parlare di quell'argomento, che è tanto difficile, non per me che ne posso parlare, ma per chi mi deve ascoltare. (VAI TRANQUILLA... NON HO PROBLEMI A PARLARE DI QUALSIASI COSA...)
ASPETTO CON ANSIA L'INIZIO DELLA DISCUSSIONE....
Lei, lasciando da parte ogni remora, scrisse la risposta. Da allora, tutto fu silenzio.
Tutto questo non è inventato. E l'ho scritto qui, perché non riguarda questo blog e le persone che lo frequentano. E', comunque, un modo per evidenziare i possibili rapporti nel web e le possibili delusioni a cui ci esponiamo. Anche se io non ero minimamente coinvolta con questa persona, avendola appena conosciuta, posso dire che mi ha 'bruciato' un poco. Un poco??? direbbe il mio amico Bob ![]()
Parole...

grazie alla magia di Alfiererosso
... e poi ritornano parole, nel fluire delle emozioni suscitate dall'immagine...
Una vecchia bottiglia di profumo ancora chiusa, reminescenza di una cosa conclusa da tempo, un profumo allora molto amato. Un soffio leggero e rientro in vecchi abiti smessi. Le persone di allora e quello che pensavo, quello che credevo sarebbe accaduto. Ora mi sembra troppo intenso, questo odore di fiori e spezie, allora indossavo tailleur bon ton e rossetti rossi, ora sono molto diversa. Pensare a come eravamo e cosa credevamo possibile, poi vedere chi siamo e come siamo diversi, così profondamente da mostrarlo anche all'esterno di noi stessi... com'è possibile, una così grande ed evidente evoluzione?
Allora rappresentavo qualcuno: quando si ha un lavoro e si crede di dover essere, la professionalità innanzi tutto, si tende poi ad indossare gli abiti da lavoro anche quando sei in libera uscita.
Ora non rappresento più niente, e indosso quello che voglio: è una grande libertà, provare per credere.
Penso a questi passaggi, questi cambiamenti, e li chiamo vite, poi mi domando quante vite ho già avuto? No, questo lo so. Mi domando: quante vite avrò ancora? quante possibilità? quanti cambiamenti dovrò ancora affrontare? cosa sto lasciando andare? Cosa posso ancora acciuffare e tenere stretto tra le mani?
Mentre scrivo sento il profumo ed è davvero troppo forte. Credo che non lo userò.
La lettera ha un berretto verde e fucsia e le parole si sciolgono sul pane, rotolando come tante biglie colorate e guardo allo specchio i miei occhi e sento come li vedono gli altri, anche se io so come possono diventare, e leggendo, mi sento Louise Brooks, o meglio Valentina: Crepax si è ispirato a lei in fondo. Mi piaceva Valentina. La leggevo tra le pagine di Linus, sotto al banco, mentre il prof spiegava elettronica, in una classe di ragazzi in maglia con il collo alto e il manifesto sotto braccio, sì, proprio "Il manifesto" di Luciana Sgrena, e mi domando di nuovo se gli anni sono passati invano e se la nostra contestazione avrebbe un senso oggi, e all'improvviso ricordo il puzzo dei lacrimogeni e come spingevano sotto le palpebre e in gola, e risento il rumore della preparazione allo scontro, con i ragazzi del P. in nero e con i bastoni, forse sfollagente.
Chissà com'erano i miei occhi, allora. Chissà cosa pensavano di vedere... chissà com'ero io, ieri ho detto che mi sento 15 anni, ma mentivo, forse. O forse no, in quel momento era vero, e i momenti vanno sempre colti, perché poi non li trovi più uguali.
Mordo un confetto e trovo l'interno di cioccolata, e fuori c'è il sole e vedo i rami dell'albero, non più così scuri e definiti, e sento che le rondini sono in viaggio. Lo so, se mi fermo un attimo, mi sembra di vederle e so che nel viaggio qualcuna non ce la farà, e so che loro lo sanno, ma il viaggio lo devono fare ugualmente.
E' così: il viaggio bisogna farlo. Credo che anche Valentina sarebbe d'accordo. E so che è d'accordo anche il berretto verde e fucsia: i suoi colori parlano chiaro.
Chiuderò gli occhi un momento, il sapore dei pensieri ha bisogno del buio e non cerca distrazioni.
Gli occhi... specchio dell'anima, mai come ora so che è vero, ora che ne vedo tanti e li riconosco prima di averli conosciuti e poi guardo i miei allo specchio e mi riconosco, anche se non sempre, ma qualche volta è già molto: c'è chi non si riconosce mai, ma questo non c'entra ora. In fondo credo che gli occhi vedano nella misura in cui si mostrano, si mostrano veramente. Qualcuno dice che è difficile farlo. E se, invece, fosse più facile che non farlo? Se bastasse lasciarsi andare e scivolare verso gli altri?
Scelgo un cd: la copertina dice: "varie" e nell'elenco dei titoli c'è scritto TVB. Forse la qualità non sarà ottima, ma a me sembra il più bello da scegliere in questo momento. La gazza passeggia di nuovo sul balcone, e io rimango immobile per non disturbarla. Mi guardo nel riflesso di un altro monitor e rivedo quello che ho già visto. Gli occhi hanno tutto dentro, come le persone.
La prima cosa era un post, seguito da una lettera, poi ho deciso di invertire l'ordine e ho scritto la lettera, nel proseguimento di ieri, seguita da un saluto alla mia vicina di tavola, sorpresa sorprendente se si può dire senza che lei mi segni le parole con la matita rossa, e mi tolga l'attenzione anche dell'unico uomo che mi guarda. Quando sei con lei ti devi rassegnare: la scena è solo sua, non può essere altrimenti.
Poi, nella molle rilassatezza della mattina domenicale, un affaccendarsi di pensieri, piuttosto un obbligo morale a cui, nella mia incauta felicità del momento, non mi sento di sottrarmi, mi porta a scrivere per prima una lettera di dovere, anche alquanto dolorosa e, nel timore dell'incapacità di darmi il permesso di essere sorridente per la giornata di ieri, mi convinco della giustezza della cosa, annusando la colorata atmosfera di Sermide, chi era costui?, e capisco di nuovo cosa devo annotare nel blocco della mia anima tormentata. Rileggo le note sottolineate in giallo e rivedo i sorrisi, sento le parole non dette, e ritrovo il calore degli abbracci prima sconosciuti e so cosa stavo cercando. Ma, più ancora, so cosa ho trovato e non lo dico per non ripetermi. Chi mi conosce lo sa e, forse, anche chi non mi conosce. Forse è la stessa cosa che stiamo cercando tutti insieme e il motivo per cui ci siamo trovati.
Mentre ritorno a casa, e so che è vero, sento che l'emozione dei primi momenti, poi diventa familiarità e scivola nell'amicizia e nella dolcezza di risentirsi a casa ovunque ci siano persone con cui ti senti in comunione. Così tanto da inserire un frammento della lettera che ho scritto prima, perché credo che dividere le risate sia intimo e dolce, ma ancor di più lo sia dividere il resto.
... Conosco bene le sensazioni che provi. La disperazione dei primi mesi e il senso di 'non farcela' sono cose che mi porto dentro e che non usciranno mai completamente dal mio cuore.
Mi sento, però, di dirti che con il tempo, queste sensazioni diventeranno meno forti e tu crederai di poterle sopportare, arrivando persino a farlo davvero.
Ci saranno giorni in cui sentirai di poter convivere con tutto questo e giorni in cui ti riassalirà l'orrore in tutta la sua forza negativa, ma ce la farai a ritrovare la te stessa che ora hai perso e riuscirai a Vivere di nuovo, anche se non si potrà mai capire il perché accadano simili tragedie. Anch'io mi sono chiesta tante volte il perché di queste inutili tragedie, ma forse c'è un senso e un disegno superiore in tutto questo.Io non lo so, e quello che non so, mi tocca accettarlo. Ho capito che non accettandolo, avrei solamente impedito la mia Vita e quella delle persone che mi amano e mi sono dovuta adattare a questa nuova situazione, anche se a malincuore.
Penso e trovo, di nuovo i pensieri si rincorrono, di nuovo sono viva e vedo il colore dei tuoi sogni.
Di nuovo respiro e apro le braccia nell'aria fredda come liquido ghiaccio, nella notte nera e nella poca luce, di nuovo volo, di nuovo come quella volta, sul molo, tra le biciclette e i ragazzini sporchi di sabbia, di nuovo e ancora e ancora...
Ora aprirò gli occhi e scoprirò che sono sempre stata qui, ma non importa: posso sempre ritrovare tutto, aprire le braccia e volare di nuovo.