Cosa vola in questo blog

Pensieri legati al nastro di un aquilone e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani. Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.

Bambini nel tempo

Rinnovo adozioni a distanza
Anno 2008




E' aperto il rinnovo delle quote per le adozioni a distanza dei
Bambini Nel Tempo per il anno consecutivo, per quanto riguarda noi blogger.

- Anche quest'anno ciascuna quota sarà fissata a 10 euro.

- Anche quest'anno ci sarà la sottoscrizione unitamente al gruppo Insieme.

- Fino ad ora sono otto i bambini adottati a distanza.

Per adesso si raccolgono le prenotazioni di sottoscrizione
(clicca la gif).

(Quando ci sarà materialmente da inviare i soldi, saranno avvisati tutti nel blog
Bambini nel tempo e sarà fornito il numero di conto corrente postale)

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giovedì, febbraio 24, 2005
Bloggers e persone

Rileggo le parole che ho scritto per G. e mi sento la Deaver della situazione, anche se io sono certa che i suoi futuri lettori non rimarranno delusi, poi mi domando se le belle parole nascono dall'affetto, o se è l'affetto che genera le belle parole, ma so per certo che non vivono indipendentemente.
Credo che l'affetto nasca dalla stima e come si possa sentire ciò, attraverso questo schermo che si butta sul mondo, senza timore di essere offeso, risulta incomprensibile a chi ne è al di fuori.
Così, mentre scrivevo un pvt di risposta ad una precisa domanda che implicava una difficile risposta, G. mi ha contattato su splinder e mi ha fatto la domanda. Un secondo di pausa, in cui mi sono domandata se fosse giusto dire la verità ad un ragazzo di tredici anni, poi la decisione che sì, la verità è sempre la via più stretta, ma meno sbagliata.
L'ho detto e lui ha risposto mi dispiace e poi ti abbraccio.
Il messaggio pvt, invece, non ha ancora avuto risposta.
Questo schermo fa vedere molto più di quello che pensa chi non lo usa.
 

Pensiero volante di: dolittle a 09:35 | link | commenti (13) |
riflessioni

domenica, febbraio 20, 2005

La scrittrice pazza
La scrittrice pazza era annoiata: da mesi non riusciva a scrivere niente, se si esclude una favoletta per bambini, per giunta scritta su suggerimento altrui.
Perciò era di nuovo di pessimo umore e non sapeva che fare. Aveva anche il pc fuori uso e si era fatta prestare un pc dalla dottoressa, quella che di solito le curava il malumore, o il ginocchio dolente per una caduta: altro non sapeva fare.
Comunque, dicevo, si era fatta prestare il pc e ora spingeva annoiata i tasti dei programmi e le icone sparse sul desktop. Cliccò su una di queste, che stava da sola, sulla parte destra dello schermo e il pc si connesse subito ad internet e lei si trovò in una stanza giochi e iniziò a giocare, ma senza convinzione.
Stupidi giochetti per adolescenti... sola, sempre sola, uffa! forse dovrei prendermi uno di quei programmini per chattare, o come si dice, in attesa che mi ritorni la vena creativa... però non è male questo giochino, vediamo se riesco a salire di livello...
e così passarono i minuti, e la scrittrice pazza vedeva solo quei piccoli mattoni colorati e il punteggio che saliva.
Ad un tratto si aprì una finestra nello schermo: un tale rambo chiedeva:
"ciao patatina, è vero che sei così dolce?"
La scrittrice pazza rimase a fissare le parole con un'espressione a metà tra inferocita e dubbiosa: ovviamente quel tale non si poteva rivolgere a lei, e comunque, non in quel modo! ... patatina? patatina??? ma come si permette 'sto tizio? e poi chi cavolo è???
rambo "patatina? c 6??"
Di nuovo la finestra lampeggiò.
Sempre più perplessa, la scrittrice pazza guardò in basso nella finestra del gioco e scoprì il mistero: era entrata nel gioco con il nome di patatina dolce, evidentemente il nome con cui la dottoressa si era registrata.
... oh! accidenti! ma si può fare una cosa simile? cosa le è saltato in mente di usare un nome così? ci credo che poi arrivano tutti a fare domande sceme!!... farò finta di niente. si stancherà, prima o poi...
Intanto rambo, in sintonia con il suo nome, non mollava:
rambo "lo so ke c 6, patatina, dai, rispondimi..."
Presa dalla disperazione e sperando poi di essere lasciata in pace, la sventurata rispose, potrei dire citando il famoso Alessandro.
patatina dolce " sto giocando. non ho voglia di parlare"
rambo "dai, patatina! nn fare così, dai. di ke hai paura?"
patatina dolce "paura? non ho paura, ma non mi va di parlare. voglio giocare e non cerco compagnia"
"tutti cercano compagnia. dai, senti, quanti anni hai? io 34 e sono di napoli. da dove dgt?"
"dgt?"
"digiti... ma nn hai mai chattato?"
"no. e questo non è neanche il mio pc"
"vedi? un segno del destino. dai, dimmi come sei. hai la webcam?"
"no. e poi, senti, non mi va di continuare.ti saluto"
"no, aspetta. ti mando una mia foto?"
"no. non mi interessa"
"dai, dimmi quanti anni hai e di dove sei"
"non ci penso nemmeno. ti ho già detto che non mi va. voglio giocare e basta"
E con queste parole, lei chiuse la finestra e cercò l'opzione per non accettare altri messaggi.
... una ragazza non può neanche giocare in pace, che subito arrivano a rompere! e poi lo so, come sono questi qua che chattano. O adolescenti con i brufoli, o sono delle mezze cozze... se sperava di trovare una che ci stava, se lo scorda!...
In quel momento un campanello suonò sulla barra delle applicazioni: il segnale che era arrivato un messaggio di posta. Dimentica del fatto che non era il suo pc, la scrittrice pazza cliccò e andò a leggere il messaggio: foto di rambo.
Aprì il messaggio e la foto si materializzò sotto i suoi occhi increduli: un bellissimo ragazzo, moro, occhi verdi, e in forma splendida a giudicare da come la maglietta nera si tendeva sui muscoli delle spalle.
... però! hai capito, rambo? sembra carino... e anche allegro e simpatico... l'allegria è importante in una persona... ti fa stare bene... e io sono qui che mi annoio... e chissà... magari con 'sto rambo potrei passare un pomeriggio divertente... di dove ha detto che è??? ah, sì, napoli!! ho sempre adorato quella città e ho proprio bisogno di una vacanza...
La scrittrice pazza riaprì la finestra del gioco e tolse l'opzione per ricevere i messaggi e subito si aprì la solita finestrella:
rambo " hai ricevuto la foto?"
patatina dolce "sì. senti, ho appena scoperto che devo scendere a napoli per lavoro... forse potremmo vederci"
"ok. ti mando il mio numero di telefono. quando parti?"
"subito. ho già la valigia pronta. giusto due cose: un niente di pizzo nero e un nulla di seta rossa"
"ok, patatina. non vedo l'ora"
 
Quando la dottoressa rientrò in possesso del suo pc, non c'era più alcuna traccia di rambo e della sua foto, così lei non seppe mai cosa si era persa e perciò non potè dolersene.
 
Lo so, ora qualcuno penserà che la foto di rambo poteva essere falsa e lui forse era molto diverso. Tutto può essere, però, la notizia certa è che la scrittrice pazza ha mandato un messaggio in cui dice:
"napoli è stupenda, come ho sempre detto. E i napoletani sono davvero così simpatici come immaginavo. Mi diverto molto. Non aspettatemi per Pasqua.E, ricordatevi l'allegria è importante ;)))"
 
 

Pensiero volante di: dolittle a 09:34 | link | commenti (11) |
la scrittrice pazza

giovedì, febbraio 17, 2005

Ho iniziato la lettura dell'ultimo libro di Jeffery Deaver con il consueto entusiasmo, anche se, devo dirlo, in questi giorni ce l'ho un po' con il caro Jeffery.
I fatti sono questi: un'amica mi ha prestato (solo così potevo leggerlo, perché io non l'avrei mai comprato, mostrando così la mia diffidenza verso il Faletti scrittore), "Io uccido" di Giorgio Faletti.
Prima di leggere, cioè prima di aprire e sfogliare qualsiasi libro, io mi leggo sempre i risvolti di copertina e il retro, per entrare così nell'atmosfera magica della lettura. In questo caso, essendo un'edizione economica, avevo solo il retro di copertina da leggere e la prima frase che mi è saltata agli occhi è questa:
"Uno come Giorgio in America si dice larger than life: uno da leggenda."
Jeffery Deaver
 
Credo di essermi riletta la frase almeno tre volte, talmente ero impressionata. Sono rimasta a guardare le parole e ho pensato: "Accidenti! Se uno come Deaver dice così di Faletti..." e ho iniziato a leggere con grandi aspettative, puntualmente inevase.
Devo dire che, anche se la storia poteva essere interessante, essendo in qualche parte abbastanza originale ed essendo ambientata a Montecarlo, luogo che riveste sempre grande fascino, poi la scrittura mi ha molto deluso. L'ho trovata incolore e talmente piena di metafore, da sembrare lei stessa un'unica gigantesca metafora.
Insomma è stata una vera delusione, acutizzata dal fatto che Deaver aveva detto quella frase.
Alla fine del libro c'è la pagina dei ringraziamenti, che io leggo sempre perchè la trovo molto affascinante e ho trovato questa illuminante frase:
"Saluto e ringrazio il mio amico Jeffery Deaver, che... ecc ecc."
Capito? Il mio amico...
Proprio come quando io mando un racconto appena scritto ad un mio amico e lui mi dice che è bellissimo.
 
Per fortuna che Deaver scrive così bene e anche questo libro di racconti "Spirali" mantiene le promesse, altrimenti non so se l'avrei perdonato.
 

Pensiero volante di: dolittle a 11:26 | link | commenti (8) |
pensieri volanti

martedì, febbraio 15, 2005

 

Le pause e i pensieri e lo sguardo fisso nel vuoto, nel domani, o nel nulla di un'anima troppo piena.
I pensieri che arrivano da fuori e il tormento che è dentro, fluidità del cuore e arrendevolezza nell'accettare.
Di nuovo la salita, dal fondo è così dura, ma la luce là fuori c'è. C'è sempre.
Ormai lo sapeva, ma ogni tanto aveva bisogno di conferme, e anche questo lei lo sapeva.
E lo accettava. Accettare gli altri e sè stessi, questo è l'inizio di qualcosa che sarà.
E ho avuto è una cosa superata.
 
Ho avuto è il ponte sul fiume di fango.
Ho avuto è la seta colorata del paracadute.
Ho avuto è l'abbraccio sconosciuto.
Ho avuto è la risata stupida.
Ho avuto è l'ieri di domani.
Ho avuto sono io e siete voi.

Pensiero volante di: dolittle a 11:37 | link | commenti (12) |
semplicemente vita

mercoledì, febbraio 09, 2005

La dottoressa Dolittle mentre studia e si fa venire tutte quelle idee che poi crescono come coniglietti e si moltiplicano, fino ad annullarla... ma lei si fermerà prima. Spero ;-)

La dottoressa Dolittle è stanca e si prende una pausa. Forse ha curato, o tentato di curare, troppi pazienti, animali o meno  e ora curerà un po' se stessa. 

Due giorni, una settimana, un mese... quanto durerà la cura? Non lo so: sono dottoressa, non veggente!

Pensiero volante di: dolittle a 11:08 | link | commenti (11) |
pensieri volanti

lunedì, febbraio 07, 2005

continuo a sfogliare
col guanto rammendato
stupide poesie
d'amore
mentre stelle
di carta brillano
sulla città
dormiente
sono le due
sono stanco
confuso
e una lampada
è andata
sono le due
ma che importa?
come l'una
come mezzanotte
come tutte le ore, io
non so far nulla
fuorchè amarti

Pensiero volante di: Actarus29 a 01:21 | link | commenti (3) |
poesie

domenica, febbraio 06, 2005

La passeggiata di Giuseppe
(prosegue da domenica)

Giuseppe, dopo aver aiutato la madre ad andare a letto, si mise la giacca e uscì per una passeggiata, sperando che l'aria fresca della sera avrebbe calmato la sua ansia e l'irrequietezza che lo tormentava.
Camminò senza meta e, senza guardare dove metteva i piedi, si ritrovò nella via dove abitava Sylvie. Si sentiva inquieto, e stupido, per aver dato retta a una zingara che gli aveva anche spillato venti euro, ma le sue parole rimbombavano nella sua testa, come su una grancassa, e lui immaginava la donna dei suoi sogni uscire con un altro e l'altro aveva le sembianze di Luca, e soprattutto la sua parlantina sciolta e i suoi versi dedicati alla luna che, Giuseppe lo sapeva, poi avrebbe dedicato a Sylvie, colpendo così irrimediabilmente il suo cuore.
Mentre camminava, parlava tra sè e sè: " E se anche fosse? E se lei uscisse e fosse innamorata di un altro, io che potrei fare?"
Ma un'altra vocina poi, più decisa, s'insinuò nella sua mente:
"Sylvie è la sola possibilità che la vita ti offre per essere felice, non devi lasciartela scappare".
Un cespuglio con piccoli fiori gialli attirò il suo sguardo e Giuseppe si fermò ad annusarne i fiori dal delicato profumo simile al gelsomino. In quell'attimo un bassotto con orecchie infinite e occhi di fuoco, passò con la sua buffa andatura barcollante e, annusando il cespuglio, sollevò la zampa per fare la pipì sui pantaloni di velluto beige. Giuseppe gli chiese gentilmente di andarsene e il buffo animale, che aveva paura anche della sua ombra, fuggì pensando che la zona era piena di tipi strani.
Erano le otto e cinque minuti:
Giuseppe pensò di tornare a casa e attraversò la strada per passare dentro al parco e vedere il laghetto delle papere, la sua passione.
Nel cielo una stella brillava più di altre e Giuseppe la colse, mentre un silenzio surreale e una fitta nebbia iniziava ad avvolgere le case del suo orizzonte.
Fu a quel punto che vide Sylvie e Luca avviarsi verso un'auto e poi vide lui aprirle la portiera e fare salire la donna, prima di fare il giro e sedersi al volante.
Quando Luca mise in moto, Giuseppe pensò di saltare il giro del parco e rientrare subito. Improvvisamente la notte era molto buia e lui pensò che le papere non si sarebbero viste.

Scritto in blu e verde da Dolittle e Actarus

PS. Questa puntata va in onda in forma ridotta, causa agitazioni sindacali degli autori e causa improvvisa ondata di gelo in sicilia, patria del 50% degli autori e luogo in cui desidererebbe vivere l'altro 50%, o almeno la pianta di limoni in suo possesso, che ha impedito la corretta digitazione delle idee che, comunque, erano congelate

Pensiero volante di: aquiloneblu a 10:38 | link | commenti (4) |
i racconti dell aquilone blu

mercoledì, febbraio 02, 2005
Al mercato

Il sole oscurava il gelo e mi tentava. Così ho fermato la macchina e sono scesa al mercato. Poche bancarelle e qualche passante con le mani in tasca. Camminavo con la testa tra le nuvole, canticchiando sottovoce canzoni che conosco solo io, e l'ennesima maglia verde ha attirato il mio sguardo. Mi sono avvicinata e per un attimo ho contemplato l'idea di comprarla solo per il colore, poi ho tralasciato: non avevo voglia di comprare niente. Forse, se fosse stata azzurra... Il freddo mi pungeva le tempie e ho finito il giro, mentre un ragazzo alto e secco apriva un banco in una piazzola vuota. Mi sono fermata, davanti ai calzini colorati, mentre un altro ragazzo raccontava al suo vicino di bancarella, che il suo matrimonio era in crisi. Quando ho sentito l'impulso di dirgli qualcosa, come una pacca sulla spalla, ho capito che era ora di risalire in macchina.
Il sole mi ha accompagnato cantando sulle mie note improvvisate.
 

Pensiero volante di: dolittle a 11:18 | link | commenti (9) |
pensieri volanti