Cosa vola in questo blog

Pensieri legati al nastro di un aquilone e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani. Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.

Bambini nel tempo

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martedì, novembre 30, 2004

 
 
Le ombre a volte ci colgono di sorpresa, ombre mostruose di draghi a tre teste, che sputano solitudine e bruciano i sogni . Il palazzo dalle mille luci azzurre che ha illuminato il cammino oscuro dei tuoi pensieri, quel palazzo che credevi contenere solo gioie e spensieratezze, non è più dietro l'angolo. Le strade, sterrate e abbaglianti,  per quanto numerose, portano tutte allo stesso luogo, tra rovi che celano lucciole spente per sempre, dove la terra, le rose, la gente, e tutto quel che rimane sa di conforto e disperazione. Nell'andare monotono dei giorni conosci altre persone che esistono e non vivono, e tu vorresti aiutarle, perchè così facendo aiuteresti te stesso, ma le parole non vengono, e le mani non si muovono, appese come gelide stalattiti sulla volta celeste dell'animo. Lasci il letto disfatto, il lenzuolo di fiori appassiti a terra, in compagnia di libri inutili quanto te. Pensi al tuo Amore, alla delusione che le hai appena dato. Vorresti carezzarle il cuore ma non sai come fare. Vorresti fuggire, da tutto e dai pensieri che pungono, come aghi roventi nella carne che geme. La mente diviene caotica e pesante. Ti abbandoni, ti annulli, lasci ancora una volta che la vita ti viva, invece di viverla tu. Piangi, ma in silenzio, senza farti vedere, e speri che mezzanotte giunga presto, con la sua quiete e i suoi palazzi dalle mille luci azzurre.
 
 
 

Pensiero volante di: Actarus29 a 19:19 | link | commenti (2) |
frammenti di vita

domenica, novembre 28, 2004

"Va bene, non voglio arrabbiarmi. Rifacciamo tutto da capo. Fatemi capire bene, perchè oggi non c'è la nuova puntata del racconto della domenica. Comincia tu, Actarus: certe volte sembri il più serio. ... sembri..."
Aquiloneblu lanciò un'occhiata di fuoco, ai due seduti intorno al tavolo della cucina gialla. Di rimando Pulce, che era in braccio a Dolittle guardò con sottili occhi verdi, la scena: Aquilone passeggiava nervosamente, battendo i tacchi degli stivaletti sul pavimento blu della cucina, e scuoteva il capo, facendo dondolare quel buffo chignon di nastri colorati, una pettinatura che aveva adottato per avere un'aria più austera e professionale. Ovviamente, un aquilone che chiede spiegazioni ai suoi collaboratori, facendo ondeggiare una chioma di nastri dai mille colori, non ha credibilità... ... lo chignon mi renderà più impassibile e renderà loro poco propensi ad argute facezie, come sono soliti fare: così aveva pensato, mentre davanti allo specchio del camper dove abitava, si preparava per l'appuntamento domenicale con il duo di scrittori che aveva assoldato, in verità per pochissimi euro, per il suo blog.
"... dunque... il fatto è che sono rimasto di nuovo a piedi con il pc..."
"Ma non è nuovo? scuse, sempre scuse! Avevi anche finito le penne e la carta? Senza pc non sai più scrivere???"
"..."
"E tu, allora, perché non l'hai scritta tu, questa puntata? Che altro avevi da fare, oltre ai bagordi per festeggiare il tuo compleanno? E cosa c'è poi, da festeggiare, in un altro anno che se ne va?"
"Ma Aquilone, lo sai, che senza Actarus non posso scrivere!!"
"Come, senza Actarus? scriverai con la tua testa, no? Cosa c'entra lui? Va bene, è il tuo socio, però... da quando, si scrive solo se si è in due?"
"Insomma, il racconto della domenica è nato così: tutti e due scriviamo un frammento e l'altro lo legge e prosegue. Se so che Actaurs non c'è non riesco a scrivere."
"La verità è che sei una sfaticata: tutta la settimana te ne sei andata in giro, annusando fiori e danzando, in pantaloni rosa!! Pantaloni rosa! Si è mai sentito niente di più strano?"
"Per domani voglio la nuova puntata sulla mia scrivania! Altrimenti vi dimezzo lo stipendio!"
"Ma Aquilone! La metà di zero, è zero! Tu non ci dai stipendio, ricordi?"
"Sempre puntigliosa, tu! Devi sempre precisare tutto! D'ora in avanti, parlerò solo con Actarus. Certe volte mi sembra davvero il più serio tra voi due..."
E Aquiloneblu se ne andò sbattendo la porta.
Pulce fece un miagolio di protesta e, dopo aver guardato speranzoso l'avanzo di torta al prosciutto che era sul tavolo, si strusciò contro le braccia di Dolittle.
"Hai ragione, Pulce. E' ora di fare merenda. A te l'avanzo di torta al prosciutto e per noi, Actarus, in frigo ci sono i pasticcini. Quelli che ti piacciono tanto, della Pasticceria Iris, dove c'è quella signora francese così carina..."
Dolittle strizzò l'occhio ai suoi colleghi e indirizzò una linguaccia alla porta da cui era uscita Aquilone.
 
In frigo, però, Actarus trovò anche una bottiglia di Brachetto e suppongo che se la vuoteranno, come sembrano intenzionati, Aquiloneblu non avrà la nuova puntata per domani...
 

Pensiero volante di: aquiloneblu a 19:56 | link | commenti (8) |
i racconti dell aquilone blu

martedì, novembre 23, 2004

Pensieri arruffati come i miei capelli,
il giorno che scivola nella sera,
e il respiro che muta direzione
sul filo della musica.
 
Una frase in una lettera,
un abbraccio di parole
mai dette prima,
e i piedi sono pronti alla danza.
 
La collana dei giorni
infila nuove perle,
e l'anima in pantaloni rosa
si china su un fiore.
 

Pensiero volante di: dolittle a 17:02 | link | commenti (15) |
pensieri volanti

domenica, novembre 21, 2004

La sera era blu
(prosegue da domenica)
 
La sera era ormai blu e la pioggia faceva brillare le foglie sugli alberi, quando Giuseppe rientrò a casa. La giornata era quasi finita e lui camminava con passo svelto e leggero nell'aria fresca di una giornata che non ricordava di aver mai avuto prima. Nel buio di un giardino gli parve di scorgere un'ombra seduta su un'altalena ferma, ma non ci fece caso. Il cuore, quello sì, era su un'altalena in volo... Salì le scale di corsa e rientrò in una casa che non riconobbe, nel buio di un silenzio prolungato. La madre, seduta in cucina a luce spenta, era immobile con il viso chiuso in un ostinato mutismo. Giuseppe accese la luce e la salutò, fingendo di non notare la sua espressione e si mise a cucinare qualcosa: era troppo allegro per lasciarsi indurire lo sguardo. Per fortuna, poco dopo lei disse che andava a letto perché era stanca e lui rimase solo, davanti ad un piatto di uova fritte in cui continuava a vedere il sole e un sorriso birichino. La giacca rossa, appesa nell'ingresso, era immobile nel silenzio di una casa sempre troppo vuota.
Luca fissava la luna, sopra l'oscurità e i cespugli bagnati.Teneva in mano un block notes e una penna dalla punta dorata. Fissava la luna e in essa scorgeva labbra morbide e invitanti, ed occhi intensi che accendevano le vie bianche e sterrate. Da un paio di giorni a questa parte, nella sua mente non c'era spazio che per Sylvie, e le sensazioni, quando la sognava, erano così forti da rubargli parole e ispirazione. Avrebbe voluto scrivere per lei la più bella poesia del mondo, ma le parole non uscivano e lui, ostinato, continuava ad aspettarle, seduto sull'altalena verde, accanto alla luna.
Era quasi mezzanotte quando una mano sulla spalla lo destò dai suoi pensieri.
"Luca... Luca, tutto ok?"
"Mario... che c'è?", gli chiese infastidito.
"Marco e Carlo sono pronti. I proprietari della casa in via Turati mancheranno per due giorni... E' il momento ideale per agire..."
Luca si alzò senza dir nulla e, abbandonata l'altalena, entrò in casa con l'amico.
Si assicurò che il fratello dormisse, poi aprì l'armadio, e allungò la mano verso una tuta, nera e gelida come l'aria di quella notte.
Francesca si infilò in un pigiama giallo e blu, e si allungò verso la madre, per farsi prendere in braccio e portare a letto.
Si appoggiò sulla sua spalla e chiuse gli occhi sbadigliando.
"Me la racconti la storia del coniglietto, vero mamma? Quella con tutti i nomi strani, e le magie... lo sai quale."
"Non ne hai ancora avuto abbastanza di storie e di animali per oggi? Abbiamo avuto anche la visita di un gatto!! e poi Giuseppe con i fiori..."
"Luca con la poesia... che c'era scritto nella poesia di Luca, mamma? Parlava alla luna, come dice Mattia?"
"Domande, domande... la piccola Muffin delle Domande. D'ora in poi ti chiamerò così. Era un semplice biglietto, non una poesia. Per ringraziarmi delle praline. E anche Giuseppe ha portato i fiori per ringraziarmi. Insomma, ora basta. E' ora di dormire."
Sylvie sistemò le coperte e si chinò a baciare Francesca, strofinandole il naso sul collo. Lei rise e chiuse gli occhi abbracciando l'orso con la stella d'argento.
Sylvie spense la luce e si avvicinò alla finestra: il buio suggeriva l'idea di ombre che vagassero nella notte.
Mentre un brivido le attraversava la schiena chiuse le tende.
Scritto in blu e verde da Dolittle (auguri! oggi compie gli anni!! ) e da Actarus
 

Pensiero volante di: aquiloneblu a 09:29 | link | commenti (8) |
i racconti dell aquilone blu

giovedì, novembre 18, 2004
il 21 novembre

Domenica 21 è il mio compleanno, ma non lo dirò, perché l'ho già detto l'anno scorso e non voglio fare un'autocelebrazione ... e alla domenica c'è la puntata del racconto di aquiloneblu, perciò non è possibile festeggiare qui.
Allora ho deciso che festeggerò a casa della zia, perché ormai lo sanno tutti che la zia sa fare le torte, ha una casa grande in campagna, sa sempre come cavarsela in ogni situazione, è serena, sempre a posto, beata lei! e allora... cosa c'è di meglio della sua casa per fare una festa??
Perciò domenica, dopo aver letto la puntata della storia di Sylvie, Luca, Giuseppe, Mattia e Muffin, potete passare di là per una fetta di torta e non so che altro... vedremo.
Io non ci sarò, ci sarà solo la zia, perciò non sbagliatevi nome, mi raccomando!
 
Ps. se qualcuno ha bisogno dei sottotitoli, me lo faccia sapere.
Pps. lo so, non c'è niente da festeggiare, ma in verità vorrei parlare di due cose che rendono speciale questo giorno...
 

Pensiero volante di: dolittle a 11:39 | link | commenti (8) |

martedì, novembre 16, 2004

 
 
Pestando foglie gialle,
gli dissi "Coi se e i ma non si fa granché",
"Meglio i sol e i fa", mi disse, e rise.
Aveva un flauto blu mare in mano,
come sempre,
e sulle labbra livide 
quel solito motivo strano.
 
Tutto o nulla ?
Ancora oggi,
lontano
dalla sua panchina stretta,
e dai suoi resti folli,
mi chiedo cosa egli
sapesse della vita,
e in coda al crepuscolo
- tremando - rido,
perchè il vento,
ora, quando è cauto, 
è flauto blu mare.
 
 
 

Pensiero volante di: Actarus29 a 19:41 | link | commenti (9) |

Portare a spasso una versione di sé che disorienta e spinge gli altri fuori strada è scomodo. Ma adeguarsi al pensiero altrui, alla versione di te che gli altri hanno, sarebbe oltremodo grottesco.
Forse
Dipende
No
 
Barrare l'opzione che si desidera.
 
 "Diventa chi sei"
Friederich Nietzsche
 


Pensiero volante di: dolittle a 14:02 | link | commenti (6) |
riflessioni

domenica, novembre 14, 2004

Due mani unite
(prosegue da domenica)
 
La mano piccola di Muffin divenne all'improvviso quella di Sylvie, e lei si ritrovò di nuovo mano nella mano col suo ragazzo di allora, Lorenzo. Su una via lunga e deserta, i due correvano sotto la pioggia, costeggiando lampioni spenti da un'eternità.
L'impermeabile che avevano messo in testa era già tutto inzuppato e la casa di Sylvie era ancora lontana. Così, entrambi sfiniti, si rifugiarono sotto il balcone della Signora Sandra, quello pieno di begonie e di rose e sulla ringhiera, a far l'equilibrista, rividero un piccolo e temerario micio.
Forse spinto da una folata improvvisa, questi miagolò e cadde, ma Sylvie fu brava e lo afferrò al volo; poi, dopo aver strizzato per bene l'impermeabile, lo avvolse con cura in esso, e quando nessuna lacrima cadde più dal cielo, i due ragazzi si avviarono verso casa, sulla strada lucida, che rifletteva parte delle loro anime e la luce assente dei lampioni.
"Non mi dirai che te lo vuoi tenere?"
"Certo che me lo voglio tenere. C'è tanto spazio a casa, e se posso salvare una vita, perchè non lo devo fare?", rispose Sylvie, sorpresa dall'espressione di rimbrotto letta sul viso del ragazzo.
Quell'espressione le fece paura, e per un attimo, un lungo attimo, le sembrò di non conoscere affatto Lorenzo e l'amore.
"Sylvie, tutto a posto?"
Giuseppe la riportò alla realtà, toccandole la mano e lei, un po' spaesata, sorrise.
"Si, tutto a posto, Giuseppe".
"Posso assaggiare le praline sopra il tavolo, Mamma?" disse Francesca prendendole l'altra mano e riportandola dentro la pasticceria e il presente.
"Sì, Muffin, sono una nuova idea: ciliegia e uvetta insieme. Ne assaggi una anche lei, Giuseppe. Mi dirà cosa ne pensa. Provo sempre nuove combinazioni di gusti: mi piace stupire i miei clienti. E anche le persone che amo..."
"Ne sono sicuro... " disse Giuseppe allungando la mano per prendere una pralina dal vassoio dorato sul tavolino. Nello stesso istante Sylvie aveva allungato la sua per prendere un cioccolatino e così le due mani si sfiorarono, e di nuovo lei sentì quello strano calore pizzicarle il braccio. Trasalì e ritrasse la mano come se si fosse scottata.
Giuseppe non si accorse di niente, perché stava gustando quella delizia e sorrideva alla piccola Francesca che fingeva di imboccare l'orso con un cioccolatino. Il suono del telefono fece sussultare tutti e, mentre Sylvie andò a rispondere: "Pasticceria Iris, buongiorno.", Giuseppe si guardò intorno e poi chiese alla bambina:
"... ma allora, chi è Iris? Se la mamma si chiama Sylvie, perché la pasticceria si chiama Iris?"
"Iris è il nome della zia: mamma è cresciuta con lei e le vuole molto bene, così ha pensato che chiamare la pasticceria con il suo nome fosse come un portafortuna. Anche a me zia Iris piace molto: racconta delle bellissime storie e sa cucinare delle torte buonissime."
"Beh, anche qui, ci sono torte buonissime. Che differenza c'è?"
"Ah, ma quelle sono fatte in casa. E io sto seduta al tavolo mentre la zia mescola gli ingredienti e posso leccare il cucchiaio. Qui non si può fare. E questa non è casa."
Giuseppe assentì con gravità, e tutti e due presero un altro cioccolatino, come per sancire un accordo, per suggellare un pensiero comune.
"Comunque, questi sono ottimi!"
Anche l'orso sembrò annuire di fronte a questa verità.
 
Scritto in blu e verde da Dolittle e da Actarus
 

Pensiero volante di: aquiloneblu a 11:07 | link | commenti (6) |
i racconti dell aquilone blu

mercoledì, novembre 10, 2004

Nel silenzio di una casa non mia
i pensieri vagano in circolo
su una tovaglia di fragole.
Dal piano di sopra una pallina
ruzzola sul mio cuore
con un sussulto.
Spengo la luce ed esco:
nell'ascensore profumo di rosa.
 

Pensiero volante di: dolittle a 13:56 | link | commenti (16) |
poesie

domenica, novembre 07, 2004

Un gatto in pasticceria?
(prosegue da domenica)
 
La tua praline
E' il mare d'Inverno,
una Luna di miele.
E' il sogno tutto.
 
Sylvie lesse il foglio giallo e, prima di piegarlo e di riporlo nel cassetto del bancone, sorrise. In quel momento, vide la testa di una rosa rossa spuntare dietro la schiena di Giuseppe.
"Cosa nasconde dietro la schiena?", disse con voce decisa e un sorriso che sembrava quello della figlia, facendo finta di non aver capito.
Il viso dell'uomo si accese, divenendo di un rosso papavero:
"Ti - ti ho portato un- un... ", le parole proprio non volevano saperne di uscire dalla sua bocca e Giuseppe maledì l'attimo in cui gli era venuta quella rischiosa idea.
Poi Francesca, la sua piccola amica, sbucò fuori come al solito da sotto il bancone, e lo salvò da quell'istante di tremendo imbarazzo.
"Sono splendidi i fiori che ti ha portato, vero Mamma?"
Sylvie annuì, carezzando il volto di Muffin e Giuseppe si sentì come liberato da quel grosso peso che gli schiacciava tutti i pensieri.
"Grazie per questo arcobaleno di fiori, è stato un pensiero bellissimo... Li vado a mettere subito in un bel vaso."
Francesca, rimasta sola con il suo amico, lo guardò e gli strizzò un occhio, mentre il viso di lui riprendeva pian piano colore.
La bimba diede un lungo bacio alla sua stella d'argento e magicamente, com'era apparsa, sparì dietro il bancone.
Giuseppe si avvicinò al piccolo tavolo verde con sopra le praline al miele, e lì sentì un miagolio dietro le spalle: un gatto, entrato chissà quando, lo squadrava dall'alto in basso, con occhi che parevano due piccole fessure pigre e lucide.
Fuori due ragazze correvano per la strada gridando "Pulceeeeee... Pulce dove sei?"
Giuseppe si guardò alle spalle e poi guardò di nuovo il gatto, mentre Francesca, attirata dal rumore, sbucò di nuovo al suo fianco:
"Oh! che bello! E' il tuo? Posso accarezzarlo?" e si chinò a toccare la folta pelliccia grigia, mentre l'interessato mostrava noia e disinteresse nei pigri occhi verdi.
"No, non è il mio. E' bello, però. Ti piacerebbe tenerlo?"
"Non posso... Se lo vede mamma, in mezzo alle sue praline, sentirai gli urli!! Tienilo tu, così potrò vederlo lo stesso." disse Francesca, mentre gli occhi brillavano come piccole stelle.
"Muffin! Cos'è quell'animale??? Lo sai che non può stare qui! Portalo fuori!"
In quel momento la porta si aprì e due ragazze entrarono come una folata di vento:
"Avete visto... Pulce! Pulce, ti ho trovato! Vieni che torniamo a casa. Annalisa, prendi Pulce."
E le ragazze, com'erano entrate, uscirono dalla pasticceria. Solo mentre erano già fuori, una delle due, si voltò e disse, con un viso sorridente, incorniciato da buffe treccine: "Grazie di aver trovato il nostro gatto."
I tre rimasero zitti per qualche secondo, ancora frastornati dall'apparizione del gatto e delle ragazze e poi Francesca disse:
"Che peccato, però! Mi ero già affezionata. E poi lui... come ti chiami?"
"Giuseppe."
"Ecco, Giuseppe aveva detto che l'avrebbe tenuto lui e lo avremmo accudito insieme, sai, mamma? E' molto gentile, vero, Giuseppe?" e così dicendo gli prese la mano e la tenne nella sua, piccola e forte nello stesso tempo.
Sylvie li guardava in silenzio, persa nel ricordo di due mani unite tanti anni prima, e...
 
Scritto in blu e in verde da Dolittle e da Actarus
 
Guest star, a grande richiesta, spero solo per questa puntata, Pulce.
Anche se ha chiesto un compenso altissimo, perché dopo il successo ottenuto con 'La cucina gialla' si è montato la testa e dice che l'ha contattato anche Mediaset, per una fiction di 835 puntate: "Pulce di Rivombrosa", e perciò il suo agente gli ha consigliato di lavorare a tariffe altissime e noi, con il nostro budget, che è sempre al limite non possiamo permettercelo, ma Actarus l'ha fatto entrare a tradimento... e me lo sono trovato in mezzo alle praline di Sylvie...
 

Pensiero volante di: aquiloneblu a 11:45 | link | commenti (9) |
i racconti dell aquilone blu