Cosa vola in questo blog

Pensieri legati al nastro di un aquilone e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani. Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.

Bambini nel tempo

Rinnovo adozioni a distanza
Anno 2008




E' aperto il rinnovo delle quote per le adozioni a distanza dei
Bambini Nel Tempo per il anno consecutivo, per quanto riguarda noi blogger.

- Anche quest'anno ciascuna quota sarà fissata a 10 euro.

- Anche quest'anno ci sarà la sottoscrizione unitamente al gruppo Insieme.

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venerdì, gennaio 30, 2004
    Nell...

 
 
Nello squarcio di nube
lùcono i petali
della rosa
ai tuoi occhi sbocciata .
Si staglia nitida la Luna
tra le ombre rade della nostra essenza.
Ogni suono,
odore,emozione,
ogni cosa
glabra d'angoscia
adesso è nostra .
 
Tra i riflessi rosati,
nella quietezza
del mare aperto,
una lieve,
perpetua pioggia :
è l'enorme occhio della mia mente
che s'erge
dal mondo lontano.
 
 
 

Pensiero volante di: Actarus29 a 23:45 | link | commenti (5) |

Lasciamo sempre br...

Lasciamo sempre briciole del nostro passaggio. Alcune lievi, come il sorriso che doniamo agli altri, altre più intense, come un forte abbraccio al momento giusto, e alcune che al momento ci sembrano insignificanti.
Oggi, però, non voglio affrontare un tema così importante, perché mi sento lieve e luminosa come il sole che vedo dalla finestra e che spero rimanga fino al pomeriggio, quando uscirò e mi farò scaldare dalla sua dolcezza. Sui campi c'è ancora la neve e anche sul mio terrazzo. La casa è bianca di tutta questa luce e sembra più bella di quello che è. Con il sole e la luce tutto acquista un altro sapore. Spesso so che è così, anche se fuori dalla finestra vedo nuvole e buio. Certe volte so che la luce è dentro di me e non andrà mai via.
 
Spesso, camminando per i blog, leggo versi che mi piacciono molto e mi spingono a rispondere con un 'controcanto', come dice Percival.
Sono scritte al momento, sull'onda di quello che ho appena letto e sono sparse, come briciole al vento. Qualcuna di queste emozioni, però,  l'ho salvata e copiata:
 
Meravigliose emozioni, riflesse su specchi non miei,
mi accolgono in un vortice di pensieri.
Parole sospinte dal vento
diventano echi nell'Anima.
Cerco un riflesso di me
e lo trovo nei tuoi occhi
mai paghi di vedere.
*********
Vorrei disegnare
un'alba senza fantasmi
sul cuscino della notte
rubato alle nuvole.
*********
Emozionarsi
sentire il respiro
godere la notte
nei ricami di stelle.
Finché un astro
più luminoso degli altri
oscurerà il cielo.
Allora solo quello vedrai
nella fragranza di luna.
************
Quando tutto si ferma,
anche lo scorrere del fiume,
o del tempo,
il tuo pensiero vola sempre.
Va dove lo porta il tuo cuore.
Più spesso va dove lo porta
la tua anima inquieta.
Finché anche lo scorrere dei pensieri
si adagia in un lento fluire
nel fiume della Vita.
 


























Pensiero volante di: dolittle a 11:45 | link | commenti (12) |

giovedì, gennaio 29, 2004

La scrittrice pazza
 
La scrittrice pazza, reduce da una notte agitata, era di pessimo umore. Come al solito, per lei non cambiava se dormiva o meno: era comunque irritabile e scontrosa.
Si aggirava fra gli scaffali di un negozio di articoli sportivi e guardava degli orribili costumi da bagno, cosiddetti ‘olimpionici’. Il medico le aveva consigliato, meglio, le aveva ordinato, di iscriversi in una piscina e di praticare regolarmente, almeno tre volte alla settimana, il nuoto. Aveva detto che le era indispensabile per contrastare le troppe ore di pc che si sorbiva tutti i giorni, facendo finta di scrivere... Stupido medicastro!… io non faccio finta: io scrivo!!! … comunque, batto le dita su quella stupidissima tastiera. Se non mi pubblicano niente è solo colpa di quell’incompetente del mio agente…
Con uno strattone, tolse un costume dall’appendiabiti. Un castigatissimo costume blu a bande laterali nere, poco sgambato e accollato. Lo squadrò davanti e dietro, per tre volte, ma la conclusione rimase identica: era l’opposto del sexy e dell’eleganza!
Niente a che vedere con i bellissimi due pezzi, molto sgambati e ridotti, che indossava di solito. Pazienza, lo acquisterò e poi andrò a nuotare, se proprio devo… ma che noia! Bracciate regolari, avanti e indietro, avanti e indietro… una noia mortale! Nessuno con cui chiacchierare e sfoderare il mio fascinosaranno solo casalinghe e pensionati con la pancetta… nessun bel ragazzo simpatico, con il fisico scolpito dal nuoto… si girò per cercare un commesso… neanche uno! Solo commesse, in quel negozio di incapaci. Come si fa a mettere solo delle ragazzine, in un negozio simile? In questo modo si allontana la clientela…
Con il morale sempre più basso, e il costume chiuso in un sacchetto, la scrittrice pazza si diresse in piscina e si cambiò nello spogliatoio delle signore. Cercava di allungare il tempo, per tardare il momento dell’ingresso in acqua e si sistemava i capelli davanti al grande specchio. Improvvisamente, qualcosa la distrasse e, riflesso nello specchio vide un uomo, che si asciugava dentro un grande telo di spugna azzurro.
Indignata per l’intrusione nella sua privacy, la scrittrice pazza, stava per redarguirlo, quando il telo di spugna scivolò e lei vide una schiena muscolosa e dei muscoli guizzanti. Trattenendo il fiato, per non farsi scoprire, si girò ad ammirare meglio lo spettacolo. Lui, ignaro della sua presenza, continuò ad asciugarsi con cura meticolosa. Infine il telo cadde e lui si girò, per infilarsi la biancheria.
Fu esattamente a questo punto che la scrittrice pazza capì la competenza del proprio medico e l’ammirò per il consiglio che le aveva dato. Rimpiangendo di non indossare un costume più consono all’occasione, socchiuse le labbra e atteggiò il viso a una sorridente nonchalance, mentre lui rimaneva pietrificato dalla sorpresa.
Compiaciuta e allusiva, come il serpente che offrì la mela ad Eva, lei gli si avvicinò e, per non metterlo in imbarazzo, si sfilò quell’orribile affare che qualcuno osava chiamare costume. Ha ragione quell’antipatico del medico! Non si può passare tante ore al giorno seduti davanti a d un pc: ne va della propria salute. Movimento: ecco la parola magica! Bisogna fare del moto! Molto moto! Perché non gli ho dato retta prima… lo dico sempre io! Ascoltate il medico: non ha mica studiato anatomia per niente, no??… e poi, adesso che ci penso… forse tre volte la settimana sono poche… per avere dei buoni risultati, bisogna muoversi tutti i giorni.. sì, ho deciso! Verrò tutti i giorni…

Questi furono gli ultimi pensieri della scrittrice pazza, prima di abbandonarsi su quel telo provvidenziale che era caduto sul pavimento, blu come gli occhi del bellissimo e muscoloso ragazzo.

Pensiero volante di: dolittle a 09:59 | link | commenti (15) |
la scrittrice pazza

martedì, gennaio 27, 2004
    &nbs...

 
 
 
La marionetta
di rosso vestita
s'accascia 
sull'erba ,
tutte attorno
le marionette
amiche
con le mani
sul viso.
 
La sfera 
è sola.
Sussulto
al viso esangue  
che non conosco.
Guardo subito
su, i miei fili :
si muovono
e ciò mi rincuora.
 
 
 

Pensiero volante di: Actarus29 a 21:53 | link | commenti (9) |

La luce è così bianc...

La luce è così bianca, da ferirmi gli occhi. La casa ne è inondata. Tutto acquista una nuova visibilità e diventa più evidente. Mi distrae e non mi lascia in pace.
Da sabato, quando ho ricevuto una confidenza così intima e gravosa, da sconvolgere tutti i miei pensieri, tanto da farmi rifugiare nella cucina gialla e prendere in braccio Pulce, mentre Ale cucinava, penso a quanto per alcuni sia tutto pesante. Camminare con un peso enorme sulla schiena, ti impedisce di guardare gli altri negli occhi. Ti preclude tante amicizie, conoscenze, affetti.
La luce fa uscire tutto: la luce di un'amicizia appena trovata, la luce di una parola che arriva diritta al cuore e scatena il fiume dei sentimenti.
Ho sete, ma non ho voglia di alzarmi. Apro la mia scatolina con papaveri e api e prendo l'ultima mou inglese, comprata alla drogheria della pioggia. Si scioglie lentamente, come le emozioni quando le dividi con gli altri. Il groppo che ti chiude la gola e ti impedisce il respiro, il battere forte del cuore e lo stomaco che sembra impazzito... alla fine resta solo la dolcezza di un abbraccio. Niente, però, può cancellare il passato e nessuno è mai libero dalla sua vita.
 
Approfitto della nevicata per scattare qualche foto...
 

Pensiero volante di: dolittle a 14:31 | link | commenti (10) |

lunedì, gennaio 26, 2004
Bianco   Pu...

Bianco
 
Purezza di neve
luce e dolcezza
copre le ombre.
Silenzio su tutto
anche sui cuori
da sempre pesanti.
Luce di luna
Ali di un angelo
Farfalla bianca.
 
 
Purezza
 
Le ali di un angelo mai cresciuto
il volo di una farfalla al tramonto
le tue parole che arrivano al cuore.
 
 
 
 
L'unica neve che ho potuto fotografare. Stavolta, però, non in camicia da notte, perché la temperatura era -6°!!
 

Pensiero volante di: dolittle a 11:47 | link | commenti (14) |

domenica, gennaio 25, 2004
La cucina gialla Du...

La cucina gialla
Due
(prosegue da domenica)
 
Roberta si girò a guardarli. Sapeva della cotta che Alessandro aveva per Annalisa e temeva che ne avrebbe sofferto. Non poteva fare a meno di preoccuparsi per tutti, con l'occhio attento della sorella maggiore: comportamento che le era consentito solo perchè aveva qualche anno più di tutti gli altri.
"Vedi di lasciarla in pace, tu! Lo sai che deve studiare... "
"Oh, ma che ore sono? Non è che fai tardi?" Alessandro ammiccò verso Annalisa.
Roberta controllò l'orologio e si precipitò fuori dalla cucina, dopo aver dato un buffetto ad Annalisa e un'occhiata di rimprovero ad Alessandro. Augurò loro il buongiorno, mentre prendeva la borsa e si infilava le scarpe, nella sua camera in fondo al corridoio. Era già in fondo alle scale e Alessandro doveva ancora iniziare a mangiare i suoi Corn Flakes: si scrollò con una risatina che salì fino agli occhi, da eterno bambino e iniziò a mangiare. Annalisa si alzò, dicendo: "Vado a vestirmi, mentre mangi, così dopo posso iniziare subito a studiare. Gli altri saranno già usciti. Non si vede nessuno."
Alessandro ingoiò l'ultima cucchiaiata di cereali, insieme alle parole che avrebbe voluto dire ad Annalisa. Erano mesi che cercava l'occasione giusta per parlarle, ma questa sembrava non presentarsi mai. Quando erano tutti insieme Annalisa rideva e scherzava con lui, con quel rilassato cameratismo che usava anche con gli altri e appena erano soli si ritirava come un riccio. E lui moriva dalla voglia di abbracciarla e confidarle tutto il suo amore, ma qualcosa glielo impediva: sentiva che non era il momento giusto  Lui era pronto ad aspettare finché non si fosse presentato, ma ormai iniziava a dubitare che sarebbe mai arrivato.
Si alzò in piedi, con la tazza in mano, mentre il sole scivolava dietro i pensili. La cucina non sembrava più così allegra, ora. A lui quel giallo non era mai piaciuto: gli ricordava un'orrenda maglia che portava spesso la sua maestra delle elementari. L'aveva anche quella volta che l'aveva sorpreso ad azzuffarsi con un bambino più piccolo... Giovanni, forse... e gli aveva messo una nota sul registro e poi aveva chiamato i suoi genitori. Ricordava ancora il rumore che aveva fatto l'orologio di suo padre, quando era caduto a terra: il cinturino di metallo si era rotto, mentre lui lo picchiava sulla schiena e dovunque riuscisse ad arrivare.  
Sistemò la tazza lavata e richiuse gli sportelli con un rumore secco. Andrò a trovare Max, tanto oggi non se ne parla di studiare... con Annalisa in casa non potrei concentrarmi... Ale, sei proprio una frana!...
Due minuti dopo, Annalisa, in tuta blu e capelli legati in una lunga coda, trovò la cucina vuota e silenziosa. Dal corridoio arrivava la voce di Alessandro, forse era al telefono. Lei cercò di ignorarla, ma non riuscì: quella mattina aveva sentito più forte del solito la sua presenza e il suo sorriso sembrava aleggiare ancora nell'aria. ... ma cosa penso, adesso? Ale non è il ragazzo giusto per me: è troppo fanfarone, confusionario, irregolare. No, io ho bisogno di chiarezza, di certezze, regolarità... ma è anche così dolce, allegro, pieno di vita...
Il sole uscì da una nuvola e arrivò fin sul tavolo grigio. Annalisa allungò la mano a cercare di prendere le stelline luminose che volavano nella sua scia.
 ********
Alessandro rincasò per le otto di sera, con lo stomaco che brontolava per la fame.
Trovò Annalisa  con gli occhi socchiusi e la guancia sinistra poggiata sulla pagina sessantadue di un infinito libro.
"Sei viva ?" le disse, dandole un buffetto sulla testa.
"Non lo so... non capisco più nulla, a stento dopo essermi sorbita cinquanta pagine di questa roba ricordo il mio nome. "
"Be', se non ricordi più nulla ti rinfresco la memoria io.Tu e io siamo fidanzati, tu mi ami alla follia e..."
"Tagliala buffone ", Annalisa sorrise, "pensa a preparare la cena, oggi tocca a te. "
Gli occhi di Alessandro brillarono, come facevano ogni volta che Annalisa sorrideva, e a lei non sfuggiva mai quella luce accesa dentro di lui quando gli stava vicino: a volte doveva allontanarsi per non rimanerne abbagliata.
"Max mi ha detto che forse riesce a farsi pubblicare il libro. Non so quanto di attendibile ci fosse nelle sue parole. A dir la verità, credo che se avessi messo un fiammifero davanti alla sua bocca l'avrebbe acceso... Mi ha detto che ha smesso di bere, ma era evidente che non è vero."
"Povero Max. Da quando quella stronza l'ha lasciato non è più lo stesso, vive in un mondo tutto suo. Ogni tanto ci sentiamo con un messaggino o una mail, ma lo sento sempre peggio: giù di morale, stanco, demotivato... Dovremmo far qualcosa per lui, forse se lo invitassimo qui ogni tanto... La nostra compagnia potrebbe solo fargli  bene. E poi ogni luogo secondo me ha un'anima, porta in sè qualcosa di positivo o negativo e questa cucina, lo sai come la penso, sprigiona energia positiva... io almeno la sento..."
"Oh no, di nuovo quei discorsi sull'energia." Ale si coprì il volto con una mano e con l'altra versò il vino  nella salsa . "Per te pure i sassi hanno un'anima. "
Lei gli schiaffò in faccia  il tovagliolo, immerse il pollice nella salsa e degustò.
"Slurppp... buona! Sei antipatico, ma cucini bene ".
 
Aveva iniziato a piovere.
Annalisa si mosse verso la finestra per chiuderla, quando, con un balzo improvviso, un gatto grigio tigrato atterrò sulle mattonelle bianche della cucina.
La ragazza cacciò fuori un gridolino per la sorpresa poi, superato lo spavento iniziale  e ripreso colore,  si precipitò verso di lui e lo prese in braccio.
"Che dolceeeeeeeeeeeee... guarda Ale, guarda che bello. Lo chiameremo Pulce."
Alessandro guardò l'espressione beata del gatto tra le braccia di lei e pensò che avrebbe pagato oro per essere al suo posto.
 
Scritto in verde e blu da Actarus29 e Dolittle
 
 

Pensiero volante di: aquiloneblu a 10:25 | link | commenti (10) |

sabato, gennaio 24, 2004
    GLI ...

 
 
GLI AUGURI DELL' INNOCENZA
 
Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
E un Cielo in un fiore selvatico,
Tenere l’ Infinito nel cavo della mano
E l’ Eternità in un’ ora.
 
(W.Blake)
 
 



Pensiero volante di: Actarus29 a 17:18 | link | commenti (4) |

venerdì, gennaio 23, 2004
Devo fare una paus...

Devo fare una pausa, fermarmi un attimo...
Sto preparando una nuova pagina: ho detto ad E. che avrei raccontato del nostro ritrovamento. No, del suo ritrovamento. Perché è stata lei a ritrovarmi, dopo 2 anni. In un modo abbastanza strano, come quasi sempre accade.
E. ha lavorato sullo stesso progetto di tesi di F. e quel 2 ottobre è stata un'altra delle mie telefonate. Non la conoscevo ancora e sentire il suo cuore che si fermava mentre le parlavo, è stata un'ulteriore sconvolgente emozione. Poi ci siamo conosciute, perché mi ha aiutato a presentare la tesi di F., accompagnandomi dalla relatrice e dagli altri. Infine, ho presenziato alla sua discussione, in un'orribile e straziante giornata, che doveva essere anche il giorno della discussione di mia figlia, davanti ad una commissione che mi guardava... come? come mi guardava?...
Dopo, non l'ho più vista.
Ritrovarla all'improvviso, in ottobre, in una lettera, mi ha sconvolto. Sentire che aveva letto tutto quello che avevo scritto, mi ha all'inizio 'impaurito'. Pensare che era entrata dentro il mio cuore e ne aveva esplorato i sentimenti più angoscianti mi preoccupava. Ho anche pensato: " Se mi ha trovato lei, in quanti mi hanno trovato e non me l'hanno detto? In quanti possono entrare di soppiatto dentro me e tacermelo?"
Ho cercato di superare questo e di ascoltare solo la dolcezza di quello che mi scriveva.
Un'emozione fortissima mi impediva di vedere bene quello che mi aveva scritto: parole bellissime e dense del ricordo di F. E' sempre molto importante per me, sentire quanto gli altri l'hanno amata, anche se mi angoscia sapere questi giovani cuori così pieni di dolore.
Abbiamo così iniziato uno scambio di ricordi e di emozioni molto bello che, mi auguro, continuerà. Infine le ho chiesto il permesso di scrivere di lei. Così adesso, sto rileggendo le sue lettere e le mie risposte, rivivendo tutto un'altra volta.
Ho una visione molto annebbiata e mi brucia di nuovo la pelle sotto agli occhi.
 

Pensiero volante di: dolittle a 12:10 | link | commenti (17) |

giovedì, gennaio 22, 2004
I rapporti interpers...

I rapporti interpersonali sono quanto di più affascinante e complesso esista al mondo. Un delicato intrico di sensazioni e percezioni che mandiamo e riceviamo in continuazione. Tanti input al nostro cuore e alla nostra anima: messaggi che vanno e vengono in una tempesta di contraddizioni e insicurezze. Tutto sul filo sospeso di una ragnatela sottilissima.
Questo con una conoscenza in cui possiamo usare tutti i nostri sensi.
Ancora più difficile la comunicazione scritta, in cui l'altra persona non ti vede e non ti sente. E tu non hai il riscontro di quello che l'altro sta pensando e percependo di te. Ti devi esporre, forse un po' di più di come faresti guardando la persona negli occhi, altrimenti di te non arriverà proprio niente all'altro. Ma, esponendoti, corri un grande rischio: quello di non essere compreso, di essere travisato.
Io, di solito, pecco di irruenza in questo. Mi butto, piuttosto, mi scaravento in queste conoscenze. Ottenendo l'effetto contrario a quello che auspicavo. Ultimamente ho avuto parecchie esperienze in questo senso.Troppe. Ho deciso che, per il momento, me ne starò in panchina, buona buona...

Instaurare questa comunicazione, in certi casi, parlo delle lettere che mi arrivano da persone che hanno letto quello che ho scritto, o che hanno provato gli stessi sentimenti, può sembrare semplice. Si parla la stessa lingua, si hanno esperienze simili: perché non dovrebbe funzionare? Eppure, dopo qualche lettera, tutto si blocca.
E resta così, per un po'. Non posso farmi avanti, perché non voglio entrare a forza nell'intimità delle persone. Molti mi hanno scritto una volta sola e poi non li ho più sentiti. All'inizio mi colpevolizzavo, credevo fosse una mia mancanza. Adesso, però, ho capito questo sottile meccanismo e difficilmente perdo qualcuno per strada.
Come mai? Eppure io sono sempre la stessa, non sono cambiata affatto. Forse è cambiata la percezione che ho di me stessa e, di conseguenza, il messaggio che mando è pieno di questa nuova percezione.
Sono convinta che noi siamo ciò che crediamo e, perciò, ci mostriamo come crediamo di essere.
Con E. era iniziato benissimo. Molte mail, sincere e vere e una confidenza da parte sua molto intima. Riconosco che ho sempre un trattamento speciale da queste persone, complimenti e dolcezze a profusione. Poi, la comunicazione si è interrotta e mi era sembrato strano, perché avevo sentito con lei una partecipazione molto sincera. Esistono differenze palpabili fra una persona e l'altra, anche con una mail.
Per Natale due messaggi di auguri, senza una parola. Solo belle immagini. Ho ricambiato gli auguri, con qualche parola di saluto.
Tre giorni fa, un messaggio con allegato: per le donne speciali... senza altre parole. Ho risposto subito, evidentemente nel modo giusto. Ieri è arrivata la risposta, che mi sembra chiarificatrice:
 
"Carissima M...
qualcuno un giorno disse..."non chiedere mai...potresti essere accontentata" o qualcosa di simile... e funziona!!! Te lo assicuro...
Ciao...grazie per avermi risposto...io ti scrivo sempre volentieri...ma mi dispiace sempre clikkare su - invia mail - per te...perché tutte le volte che ti scrivo, non riesco mai a scriverti qualcosa che sia simile ad una cosa allegra...
Ti dico subito le mie novità... Per questo non ti ho scritto più...perché non volevo intristirti con le mie parole...
Dammi un consiglio...per favore...
Spero che tu stia meglio invece....fami avere tue notizie...io so anche ascoltare oltre che parlare....e mi consola tutto quello che mi scrivi tu..qualsiasi cosa sia...ti sento vicina in tutto..."
 
Certe volte, è più semplice di quello che si crede. Si pensa sempre di non essere all'altezza, o graditi, e perciò si rimane nell'ombra. Poi si scopre che anche gli altri hanno gli stessi timori. E basta proprio un niente, un sottile filo di ragnatela per ricucire la trama.
 



Pensiero volante di: dolittle a 11:48 | link | commenti (14) |