Cosa vola in questo blog

Pensieri legati al nastro di un aquilone e lasciati liberi di volare in cielo.
Lei fa volare pensieri blu e Lui fa volare pensieri verdi.
Dolittle sa parlare agli animali e, certe volte, anche agli umani. Actarus parla direttamente al cuore e all'anima.

Bambini nel tempo

Rinnovo adozioni a distanza
Anno 2008




E' aperto il rinnovo delle quote per le adozioni a distanza dei
Bambini Nel Tempo per il anno consecutivo, per quanto riguarda noi blogger.

- Anche quest'anno ciascuna quota sarà fissata a 10 euro.

- Anche quest'anno ci sarà la sottoscrizione unitamente al gruppo Insieme.

- Fino ad ora sono otto i bambini adottati a distanza.

Per adesso si raccolgono le prenotazioni di sottoscrizione
(clicca la gif).

(Quando ci sarà materialmente da inviare i soldi, saranno avvisati tutti nel blog
Bambini nel tempo e sarà fornito il numero di conto corrente postale)

Grazie a tutti e Buone Feste!

Ultimi Commenti

linodigianni in Orfana di mia figlia

WeblogAward

Aquilone è presente anche su:

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

Avete volato *loading* volte su questo blog. Grazie.

Pensieri presenti

online in questo momento
 
lunedì, settembre 29, 2003

Verde
Meditazione, serenità indotta, sicurezza
 
Non potevo liquidare il Verde e tutto ciò che rappresenta, con poche righe, per quanto intense.
Il verde brillante delle foglie degli alberi e dei fiori, il verde tenero dei prati e delle colline, il verde smeraldo del mare, quando il sole lo attraversa obliquo e si intravedono i pesci nuotare felici, il verde di certi occhi, che ti hanno scrutato e sorriso...
Però l'essenza del Verde è la Natura. La natura come maestra di vita.
All'inizio ho trascorso dei mesi di immobilità, in cui mi domandavo solo chi ero e cosa avrei potuto fare della mia vita. Chiusa in un bozzolo di indolenza, guardavo gli alberi, quelli enormi dietro la casa, ed osservavo  le loro trasformazioni. Prima sono cadute tutte le foglie, dopo aver cambiato colore e essersi seccate. L'albero è rimasto immobile, nero, con quelle braccia secche che urlavano al cielo, proprio come me. Mesi di pigrizia assoluta: solo dita secche nel bianco silenzio del cielo.
Tutto l'inverno è passato in questo modo e io ne ero tranquillizzata perché sentivo che era giusto:  la natura si adeguava a quello che provavo ed era gelo, uggia, indifferenza, apatia, grigia opacità opprimente.  Poi, un giorno di febbraio, mentre  raccoglievo le ultime foglie dei platani, con la scopa di metallo, ho scoperto un inizio di giacinto e due margherite, che dormivano sotto il tiepido calore. Mi sono chinata a toccarle e le ho sentite vive e ho pensato che prima o poi dovevo decidermi, e vivere anch'io come loro.
Qualche giorno dopo i rami degli olmi non erano più così neri e scarni, si intravedevano già le gemme delle nuove foglie, ed erano di un verde così tenero, da convincere anche la mia anima. Allora ho capito che stavo aspettando proprio questo e che avevo sempre saputo come sarebbe finita. La prima sensazione è stata di timore: queste pressioni, che anche la natura mi faceva, affinché mi muovessi, mi preoccupavano. E se non ci fossi riuscita? Se lo sforzo era ancora troppo grande per me e le mie modeste forze? E, soprattutto, da dove potevo iniziare questo rinnovamento?
La tanto attesa spinta alla rinascita ora mi tormentava, ma vedere gli alberi e i fiori che si preparavano al risveglio dopo l'inattività invernale mi tranquillizzava. Da quanti anni quegli alberi erano lì, di guardia alla casa e proseguivano il loro ciclo, anche senza l'intervento dell'uomo? Tutto questo era rassicurante: come realizzare l'impresa impossibile di rinascere dalle proprie ceneri. La natura è indipendente, vive sempre anche senza di noi.
Forse anch'io dovevo fare altrettanto. Dopo tanti mesi passati a scrutare dentro me stessa, era arrivato il momento di guardare anche al di fuori e vedere il resto del mondo e la  seconda parte della mia rinascita: le persone.
Sono molto legata a quel periodo, perché senza il Verde, non avrei mai più visto il Giallo, il Rosso, l'Azzurro...
 

Pensiero volante di: dolittle a 15:01 | link | commenti (11) |

domenica, settembre 28, 2003

Un nuovo inizio. Una nuova storia di Aquiloneblu, come al solito scritta a quattro mani, da Actarus (in verde) e da Dolittle (in blu). La prima storia, per chi non l'ha letta, è iniziata da qui , a mia insaputa , ed è terminata qui.
 
Il diario ritrovato
 
Dormo tranquillo
tra due arcobaleni -
le tue braccia.
 
Una breve e dolce poesia dedicata alla madre, in prima pagina, un aquilone blu stampato sulla copertina e poi la cruda realtà.
Quando Sophie trovò in soffitta il diario del padre, il mondo le crollò addosso. L'uomo tenero e protettivo che lei aveva conosciuto ed amato non era mai esistito: un uomo privo di scrupoli, un boss della malavita capace di perpetrare delle crudeltà impensabili, ecco chi era in realtà suo padre.
Non fuggì dinanzi al destino, Sophie, e lesse il diario d'un fiato. Lasciò che un misto di sorpresa, amarezza e dolore le straziasse il cuore. La pioggia, intanto, aveva ripreso a bussare alle finestre della sua casa grande e vuota. A mezzanotte e un minuto il cielo tuonò forte. Sophie fu scossa da un brivido che le parve infinito.
Udì uno sparo.
In preda al panico, la ragazza lasciò cadere il diario e corse fuori.
Trovò il dobermann steso a pochi metri dalla porta, gli occhi iniettati di sangue che imploravano aiuto. Dei passi pesanti dietro di lei, ma non fece neanche in tempo a voltarsi, un forte colpo alla tempia la fece stramazzare su un letto scomodo di foglie ingiallite.
Si risvegliò in un immenso ospedale, per un attimo pensò d'essere impazzita.
I letti erano vuoti, i corridoi anche.
Con la testa ancora dolorante, provò a fuggire da quelle inquietanti pareti bianche, ma porte e finestre erano chiuse.
Cercò una via d'uscita per tutto il giorno, poi cadde in ginocchio, stremata, e di nuovo le parve di udire la voce del padre ...
Sophie, bambina... ti ho sempre voluto bene. Ho sempre voluto solo il meglio, per te. Non volevo che tu sapessi cosa facevo, ma ormai è troppo tardi... per tutto...
Sophie si bloccò, alzò la testa e cercò di capire da dove arrivava la voce. Quella voce che aveva tanto amato.
"Papà... dove sei? Parlami ancora, fatti sentire... mi manchi tanto, papà..."
Sono qui, bambina, qui davanti a te.
Gli occhi di Sophie finalmente individuarono la fonte della voce: uno schermo sulla parete in fondo al lungo corridoio. Suo padre la fissava da lì e le sorrideva come quando la faceva giocare e saltare sulle sue ginocchia. Si sedette per terra, con le gambe incrociate e, mentre con le braccia si teneva stretta, intonò la canzoncina che cantavano sempre mentre facevano quei lunghi giri in auto, nella campagna intorno a Siracusa.
 
" La giraffa pasticciona,
la farà da padrona,
suonerà la pianola,
ha una giacca con la stola..."
 
Si dondolava avanti e indietro, Sophie, e cantava sottovoce, per non svegliare la mamma...
 

Pensiero volante di: aquiloneblu a 20:37 | link | commenti (2) |

sabato, settembre 27, 2003

 

 L’angelo necessario

 

Io sono l'Angelo della realtà, 

intravisto un istante sulla soglia. 

 

Non ho ala di cenere, né di oro stinto, 

né tepore d'aureola mi riscalda. 

 

Non mi seguono stelle in corteo, 

in me racchiudo l'essere e il conoscere. 

 

Sono uno come voi, e ciò che sono e so 

per me come per voi è la stessa cosa. 

 

Eppure, io sono l’angelo necessario della terra

poiché chi vede me vede di nuovo 

 

la terra, libera dai ceppi della mente, dura, 

caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto 

 

monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare 

in sillabe d'acqua; come un significato 

 

che si cerchi per ripetizioni, approssimando. 

O forse io sono soltanto una figura a metà, 

 

intravista un istante, un'invenzione della mente, 

un'apparizione tanto lieve all'apparenza 

 

che basta ch'io volga le spalle, 

ed eccomi presto, troppo presto, scomparso? 

 

WALLACE STEVENS  

Pensiero volante di: Actarus29 a 22:22 | link | commenti (4) |

venerdì, settembre 26, 2003

Frammenti di vita

Rachele
 
Il velluto verde della gonna era un po’ consumato e lei lo lisciò pensierosa, seguendo il disegno di fiori ormai appassiti. La lunga gonna, che si stendeva sui gradini dell’autobus, mezzo vuoto in quel pomeriggio d’estate, era lisa da troppi lavaggi e aveva perso ogni forma e le pendeva addosso come fosse su quel vecchio spaventapasseri che era nel campo dietro a… dove? Dov’è quello stupido spaventapasseri? In quale campo?…
Guardò la ragazza bionda: aveva in mano una bottiglia di plastica con dell’acqua e le sorrideva. Le stava anche parlando, perché Rachele vedeva i movimenti delle labbra, ma non riusciva a sentire. Se solo si fermasse tutto, se tutto smettesse di girare…
Seduta sul gradino dell’autobus, davanti alla porta di discesa e con i piedi sul gradino sottostante, Rachele cercava di ricordare come era finita lì.
Guardò di nuovo il velluto verde della gonna che indossava, e si domandò dove l’aveva presa. Si guardò perplessa anche la maglia viola, a maniche lunghe, nonostante i trentacinque gradi che tormentavano l’aria. Si guardò i piedi: nudi e maltrattati da lunghi anni di camminate senza scarpe, con ogni stagione e in tante città. Le unghie sporche e lunghe e i talloni con profonde crepe nere, dichiaravano la loro poca dimestichezza con case e impianti idraulici.
Davanti alla porta del bus, che andava veloce in quell’ora del primo pomeriggio di un’estate caldissima e silenziosa, Rachele guardava senza vedere, la sfilata delle vetrine dei negozi e i pochi passanti accaldati, che si riparavano dall’inclemenza del sole, sotto i tendoni dei pochi bar ancora aperti.
La testa pulsava ed era piena di confusione, come fosse dentro un vespaio: ... dove sto andando? Come ho fatto ad arrivare qui?…dov’è finito Julius? Perché mi ha lasciato venire qui da sola?…
Ricordava benissimo la festa di nozze. Julius era bellissimo: alto e snello, si muoveva come un ballerino, con la grazia innata e l’eleganza tipica del suo popolo. Quel giorno aveva l’abito scuro, quello delle occasioni importanti, e anche lei aveva il costume tradizionale della sua gente: gonna colorata con camicetta e grembiule bianco e tutti intorno a loro battevano le mani e li incitavano a ballare, intanto che la musica agitava gli animi già surriscaldati, dall’allegria della festa.
Erano sposati da poche ore e Julius l’abbracciava quasi con prepotenza, mentre ballavano e intrecciavano le mani e i corpi nell’antico ritmo che evocava l’amore, con sensuale provocazione. Da troppo tempo, Julius aspettava quel giorno; il giorno in cui Rachele sarebbe diventata sua completamente. Finalmente quella notte avrebbero dormito insieme, nella stessa roulotte e nello stesso letto. dov’è adesso, Julius? Perché mi ha lasciata sola?
Di nuovo la ragazza bionda le chiese se voleva sedersi al suo posto e Rachele, dall’angolo di mondo dove era seduta, fece segno di no con la testa. O credette di fare un segno, come aveva creduto di sentire la ragazza bionda chiederle qualcosa. Che bello questo velluto! Il verde è sempre stato uno dei miei colori preferiti e Julius dice che fa risaltare i miei occhi. Lei si sentiva sempre una principessa quando Julius la guardava e le porgeva la mano per accompagnarla nelle loro passeggiate serali. A vent’anni tutto è magico e loro camminavano avvolti nell’incanto dei loro sogni. Julius era così bello e così sicuro di sé, da farle sembrare tutto possibile e lei credeva alla vita che lui le prometteva. Sicura e felice per tutta la loro famiglia e circondata da serenità e agiatezza.
Aveva dei fiori in testa, quel giorno. Dei bellissimi fiori bianchi e rossi, intrecciati insieme ai suoi lunghi capelli neri, come la purezza e la passione, si intrecciano negli animi innamorati.
Rachele alzò il braccio, per sentire i fiori sulla sua testa e la sua mano trovò solo radi capelli, forse neanche tanto puliti, fermati con un vecchio pettine a cui mancavano tre denti. Cercò di guardarsi nel vetro della porta e non si vide: c’era solo una donna vecchia e distrutta, dall’aria non troppo presente… una donna con una gonna simile alla sua… ma con il viso completamente diverso. Julius, dove sei? Perché mi lasci andare in giro da sola? Non ricordi che tutti mi desiderano e vogliono portarmi via da te… dici sempre che nessuno ci separerà… dove sei? Quando mi vieni a prendere?…
La ragazza bionda si alzò e andò dall’autista dell’autobus, pregandolo di fare qualcosa per quella signora che stava seduta sui gradini da quando erano partiti dal centro. Lui rispose che aveva già avvisato i vigili e alla prossima fermata li avrebbero trovati ad attendere l’autobus. Quando si aprirono le porte, i vigili si avvicinarono e chiesero a Rachele dove doveva andare.
"Dove stai? In quale campo sei?"… campo? … quello dello spaventapasseri… ma quale campo? Io sto in una bellissima roulotte, con il mio Julius… portatemi da Julius, lui sa sempre cosa fare…
I vigili, intanto, per aiutarla a scendere, si infilarono dei guanti di lattice e poi le porsero la mano per sostenerla.
Rachele li guardò e un lampo guizzò nei suoi occhi stanchi. Ritrovò la ragazza che aveva fatto innamorare Julius e un impulso improvviso le fece drizzare il capo e accettare graziosamente la mano che le veniva porta.… guanti bianchi… certo, per dare il braccio a una sposa, sono i più adatti…
Rachele si alzò, lisciò il vecchio velluto verde e scese dall’autobus.
Sui gradini solo un piccolo fiore bianco, ormai secco.

Pensiero volante di: dolittle a 14:56 | link | commenti (8) |
frammenti di vita

giovedì, settembre 25, 2003

 La scrittrice pazza

 
La scrittrice pazza era di pessimo umore, proprio come al solito. Reduce da un'estate trascorsa a Pantelleria, insieme al Mago del pc, non riusciva più ad ambientarsi nell'aria grigia e tetra della città.
Aveva passato interi mesi a leggere con il Mago e adesso lui era partito per 'riparare altri pc' - così aveva detto. Ma lei aveva dato un'occhiata alle schede: tutti i pc rotti erano di proprietà di ragazze dai 25 ai 35 anni. Questo non contribuiva a migliorarle l'umore. Sentiva tanto la mancanza del Mago e delle sue ardenti letture. Come leggeva bene! Beh, con quel fisico non c'era da meravigliarsi!!
Con questi pensieri in testa, la scrittrice pazza, seduta in una sala d'aspetto molto affollata, attendeva che la chiamassero per effettuare il prelievo del sangue. Si è mai sentito di un prelievo di sangue alle 11? Non c'è da meravigliarsi se ho questo atroce mal di testa! Una mattina rovinata e se non arrivo presto vicino a un caffè, sarà rovinato anche il pomeriggio.
Dall'ultimo ambulatorio uscì in quel momento, un bellissimo e giovane camice bianco, riempito da quello che sembrava un fisico abituato a sollevare pesi in palestra. La scrittrice pazza si sollevò immediatamente e, con abile mossa, aprì la cerniera del golf che indossava, fino a lasciare intravedere la scollatura del top che aveva sotto. Si complimentò immediatamente con sé stessa, per la scelta che aveva fatto quella mattina: reggiseno  push-up modello Sabrina. Sicuramente lo stilista che l'aveva disegnato, non si era ispirato alla Sabrina dell'omonimo film americano anni '6o, bensì a una Sabrina più nostrana e sensuale dei giorni nostri.
Con un'occhio al numeratore e uno ai biglietti dei vicini, la scrittrice pazza fece due conti e stabilì quale numero sarebbe finito all'ambulatorio più muscoloso.  In un secondo la tranquilla vecchietta al suo fianco - alla quale peraltro la vicinanza di quel giovane medico avrebbe potuto alterare la pressione - si trovò a fare uno scambio di biglietti per farla tornare a casa prima, cara, mi preoccupo per lei. Tutta la mattina senza il suo thé... povera cara, tenga il mio biglietto, andrà a casa prima... Bene, la mattina forse non era del tutto persa. Improvvisamente di buon umore, la scrittrice pazza, prese uno specchio dalla borsa  e controllò il proprio aspetto: stava benissimo! Lo diceva sempre lei:  meglio essere pronta, non si può mai sapere chi potresti incontrare!
Ecco, toccava a lei... entrando, guardò intensamente negli occhi il medico e lui, che fin dall'università aveva una forte attitudine per lo studio dell'Anatomia, le guardò la scollatura. La porta, si chiuse lentamente, con un brivido di piacere...
 
Il Tg regionale ha appena fatto un servizio sull'ospedale locale. Dicono che la sala d'aspetto è ancora piena di pazienti, ormai stremati da un calo di glicemia, che aspettano da stamattina per fare il prelievo di sangue.  Ah! e sembra che ci sia anche un giallo: non si trova più un medico molto giovane e bello, a cui parecchie delle infermiere erano interessate...
 

Pensiero volante di: dolittle a 15:10 | link | commenti (6) |

mercoledì, settembre 24, 2003

Giallo
Allegria
 
Il sorriso sdentato di un bambino
un piccolo abbraccio di borotalco,
sono i girasoli nel campo della vita.
 
La tua voce che ride
nelle tue scarne lettere,
è miele sul pane delle mie giornate.
 
Un piatto pieno di risate
nelle cene con gli amici,
è l'oro che riempie il mio cuore.
 

Pensiero volante di: dolittle a 16:41 | link | commenti (12) |

martedì, settembre 23, 2003

 Flash

 
Ho appena fatto un giro in giardino. C'è un'aria strana, come quel giorno, ricordi?
Quel giorno di cui ti avevo scritto. Un'aria livida e umida, che ti penetra nel cuore... e quel giorno, ricordi, scrissi che c'era troppo spazio, troppo vuoto. Quel giorno ti scrissi che, mentre passeggiavo in giardino, tutto quel vuoto mi aveva fatto notare che mancava qualcuno. Ma stavo mentendo: nessuna aria livida e umida mi può far notare niente che il mio cuore non sappia già.
 

Pensiero volante di: dolittle a 16:59 | link | commenti (12) |

lunedì, settembre 22, 2003

Rosso
Amore
 
Orizzonte ardente
nell'odore caldo di paprika e rose,
passione liquida nelle vene
alimenta il fuoco già esigente.
 
Carezze di mani brucianti
legate in un unico cuore,
baci in strisce roventi
con il respiro dentro l'altro.
 
Soffocami contro il tuo petto,
trascinami e prendimi,
scioglimi nel fuoco,
ardi dentro me. 
Amami. 
 

Pensiero volante di: dolittle a 15:20 | link | commenti (7) |

domenica, settembre 21, 2003

Viola
 
Puzzo rancido nel vicolo buio,
fetore soffocante che umilia
nelle mani che frugano.
 
Voci viscide quasi untuose,
che si incollano all'anima,
sporcandola per sempre.
 
Finito in fretta, ma mai abbastanza.
Per terra un fiore di iris,
ormai nero di fango.
 

Pensiero volante di: dolittle a 10:46 | link | commenti (10) |

venerdì, settembre 19, 2003

Starò qui, accanto alle mie rose, ad aspettare un uragano di cui nemmeno so il nome...in fondo non è così importante sapere chi o cosa ti ucciderà, e' più importante sapere quando.Tra poco più di un'ora tutto quello che ho costruito con le mie mani, tutto quello che abita il mio cuore verrà spazzato via in pochi attimi ,dinanzi ai miei occhi, ed è per questo forse che essi , dopo secoli di buio,tornano a vedere, a cogliere ogni sfumatura, ogni crepa sulle pareti di questa mia fragile esistenza.
E' un film la mia vita,come quella di tutti, ed è con piacere che ne rivedo il primo tempo, per questo rallento la mente , mi soffermo su un banco di scuola a pezzi,su un viso , su quegli occhi grandi e non ancora spenti.
Scherziamo, attenti a non farci beccare dalla prof, Emanuele fa un disegno ,prende in giro il bidello.Un primo piano : sorride.Dissolvenza.
Torno, accanto alle mie rose.Come fa il vento ,ne tocco una.
Riaffiora il tocco di mia madre,lei che mi stringe la mano, io chiuso in un cappotto troppo lungo e grigio ma con davanti il mare.
"Carlo fuggi ..fuggi...", la solita vocina dentro,ma stavolta non la seguirò ...sono stanco di fuggire da tutto,da me stesso e dagli altri.Voglio solo guardare il mio film , sentirmi per la prima volta regista e padrone della mia vita, del resto non m'importa.
Sorrido alla scena in cui il timido protagonista aiuta la vecchietta a portare le borse della spesa,è una carezza al cuore la vecchia chiesa ,il suo crocifisso che m'abbaglia, i bambini che giocano in un cortile angusto che per loro è il Bernabeu .
Il gatto morbido e nero che all'alba sale sul mio letto , la maestra Rita che mi abbraccia per l'ultima volta ,il passero che vola dalla mia mano aperta e sparisce tra i rami del grande mandorlo,mio fratello che torna dal servizio militare con una macchina telecomandata , ed è tutta mia... scene da rivedere mille volte al ralenti se ne avessi il tempo.
All'ultimo giorno d'esame per il diploma, finisce il primo tempo, in quel senso di libertà e d'armonia che investiva la mente e schiudeva i miei orizzonti.
Scorrono, veloci, le immagini del secondo.
Un tunnel infinito,un bacio nella nebbia,migliaia di lettere e di email scritte, ma in realtà nulla da dire.
Come un serpente il vento sibila.
Mi lascio cullare dall'idea che oltre al mio cuore ,tra le rovine,riescano a trovare intatta qualcuna delle mie rose.

Carlo
********************

13 SPUNTI PER LA VITA

1 -Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
2 -Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere.
3 -Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
4 -Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
5 -Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai.
6 -Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
7 -Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
8 -Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
9 -Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
10-Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta.
11-Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
12-Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
13-Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.

"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE"

(GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ)



































Pensiero volante di: Actarus29 a 12:38 | link | commenti (13) |